Minuto di silenzio commosso in consiglio regionale per ricordare le giovanissime vittime dell’incendio di Crans-Montana. I lavori dell’aula sono ripartiti dopo la pausa natalizia ma prima di entrare nel vivo si sono fermati per osservare in silenzio il ricordo dei ragazzi morti la notte di Capodanno in Svizzera.
A prendere la parola il presidente del consiglio regionale Stefano Balleari, che ha ripercorso, con i nomi delle vittime italiane, una tragedia che non è stata fatalità, ma che ha delle gravi responsabilità da parte di chi doveva far divertire i giovani ma allo stesso tempo anche proteggerli.
“Prima di riprendere i lavori dopo la pausa natalizia, è mia intenzione chiedere un minuto della vostra attenzione per ricordare una tragedia che ha segnato profondamente molte famiglie e l’Europa intera - la nota letta in aula da Stefano Balleari -. Nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, a Crans-Montana, una serata di festa si è trasformata in un incubo senza ritorno: un incendio devastante nel locale “Le Constellation” ha strappato la vita a decine di giovanissimi e lasciando oltre cento feriti, molti dei quali gravemente ustionati. Giovani che stavano celebrando l’inizio di un nuovo anno, carichi di speranze e di futuro”.
Tra le vittime anche ragazzi italiani, tutti minorenni: Achille Barosi, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi ed Emanuele Galeppini, figlio della nostra terra, che desidero ricordare con particolare commozione. Il suo nome, resterà scolpito nella memoria della nostra comunità.
“Quello che è successo a Crans-Montana non è una disgrazia, bensì il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro, o che pensavano al facile profitto, le cui responsabilità dovranno essere individuate e perseguite. Al cospetto di questa tragedia, il governo, l’ambasciata e il consolato italiano in Svizzera, la protezione civile e la Nazione tutta, ha dato una grande risposta; fornendo assistenza alle famiglie colpite e dando la propria disponibilità a curare i feriti presso le proprie strutture all’avanguardia come l’Ospedale Niguarda di Milano e il Centro Grandi Ustioni del Villa Scassi di Genova. Un senso del dovere che ha dimostrato al mondo, ancora una volta la grande competenza, l’umanità e il senso di appartenenza che il popolo italiano è in grado di esprimere quando è unito - prosegue il discorso del presidente del consiglio regionale Balleari -. Nella memoria collettiva, rimarranno per sempre impresse le parole della mamma di Achille Barosi, “Sono orgogliosa di essere italiana, voi dovete essere orgogliosi di esserlo”, parole pronunciate ringraziando le autorità per “tutto quello che hanno fatto”. Una tragedia senza confini, che ha colpito famiglie di Paesi diversi, che ci ricorda quanto la vita possa essere fragile e quanto sia alto il dovere delle istituzioni nel custodire la memoria, la responsabilità e la sicurezza. Nel rispetto delle vittime, nel dolore dei loro familiari e nel ricordo di giovani vite spezzate troppo presto, invito l’Aula a osservare un minuto di silenzio”.