CRONACA

Tra le loro richieste: poter aprire anche la sera in zona gialla e più rispetto per le loro attività

Protesta ristoratori, rischio multe per i partecipanti al corteo di Genova

di Silvia Isola

martedì 16 febbraio 2021



GENOVA - Poter aprire anche alla sera in zona gialla, chiudere i locali solo con la zona rossa, iva a zero per il periodo di crisi e soprattutto più rispetto e preavviso nelle decisioni che riguardano le loro attività. Sono queste alcune delle richieste dei ristoratori, scesi in piazza a Genova per manifestare. E così sarà ogni lunedì fino a che il Governo non darà loro risposte certe. "San Valentino è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: non capiamo perché siamo l'unica categoria che anche in zona gialla non può lavorare a pieno regime. E tutto questo senza che ci sia una effettiva diminuzione dei contagi con le nostre chiusure intermittenti", commenta a Primocanale Matteo Losio, presidente dell’Associazione Ristoranti Fepag Confcommercio. 

E i mille manifestanti di ieri adesso rischiano delle sanzioni, dato che sono state violate alcune norme. In primis, si contesta il corteo, dato che in relazione alle norme anti-Covid, si possono fare presidi ma sono vietati i cortei. Poi alcuni titolari hanno violato la zona arancione, spostandosi di comune per partecipare. Infine il blocco stradale e l'interruzione del servizio dei mezzi pubblici sono sanzionabili con multe dai mille ai quattromila euro. La Digos sta riguardando le immagini per identificare i partecipanti. 

Ma le multe non impediranno le proteste anche perché a soffrire è una lunga filiera che va dal rappresentante di generi alimentari al cuoco. Tante le voci raccolte in piazza e durante la trasmissione Liguria 2021, dove le testimonianze hanno toccato il cuore dei telespettatori. C'è Fabio che come rappresentante a partita Iva non riceve aiuti dallo Stato. "Continuiamo a lavorare ma tra i colori delle regioni e gli ordini più che dimezzati, la crisi ci ha colpiti tanto quanto: le cartelle esattoriali arrivano e non possiamo pagare le tasse di tasca nostra, è lo Stato che deve tutelarci". C'è Sandro che di professione fa il cuoco, dopo la stagione estiva non è più riuscito a trovare lavoro e spera di riniziare ad aprile. "Da un comitato scientifico mi aspetto qualcosa in più che chiudere tutto. E l'assurdità è che chiudono i ristoranti, ma danno il via libera al Festival di Sanremo". 

Ma c'è grande solidarietà da parte dei cittadini, centinaia i messaggi di sostegno, tanto che alcuni hanno detto che scenderanno con loro in piazza le prossime volte. "Gli assembramenti non si fanno nei locali, ma piuttosto per strada: a Genova sono molte le vie affollate o i quartieri dove in tanti 'si dimenticano la mascherina", denuncia Renato. E Monica aggiunge: "Io non sono una ristoratrice, ma le fatture le paga il ministro Speranza a fine mese? Per non parlare di tutte le scorte buttate a San Valentino". Anche se c'è chi sgrida i clienti o i ristoranti meno virtuosi come Laura, che, dopo essere andata sabato a mangiare fuori in Riviera, fa notare: "Basterebbe tenere sempre la mascherina a tavola, eccetto il tempo per mangiare: è una precauzione in più e le persone ormai a un anno dovrebbero essere abituate". 




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