IL COMMENTO


Porti liguri, il motore del Paese che non può fermarsi

di Maurizio Rossi*

martedì 07 aprile 2020
Porti liguri, il motore del Paese che non può fermarsi

Sono ligure, sono stato cinque anni in Commissione trasporti del Senato dove si tratta la portualità e dove ho vissuto e capito la straordinaria importanza del nostro sistema portuale. Sono convinto che oggi nella tragedia del Coronavirus, Genova, Savona, La Spezia siano favorite rispetto ad altre parti dell’Italia perché una cosa è certa: il sistema portuale non deve e non può fermarsi, si fermerebbe l’Italia intera con conseguenze economiche e sociali inimmaginabili. E questo lo hanno capito bene anche i "Camalli" con la C maiuscola perché stanno dimostrando che nei momenti più difficili Loro ci sono con senso di servizio e di alta responsabilità.

I nostri porti quindi non possono fermarsi e con loro le nostre città non sono bloccate ma continuano a lavorare, certo per certi settori Genova è come Milano ma una bella fetta di città continua a lavorare a vivere perché assolutamente indispensabile. Come sarebbe possibile pensare di non far entrare le navi che stanno arrivando dalla Cina? O dai Paesi da cui arrivano prodotti di ogni genere e tipo, alimentari, sanitario, carburanti, che consentono al Paese di continuare e sopravvivere ogni giorno? E vanno stigmatizzati comportamenti discutibili, come quelli di chi pensa davvero di non voler accogliere le navi della Costa Crociere in cerca di approdo rifiutate da vari Paesi nel Mondo, dimenticando che Costa ha sede a Genova, un home Port a Savona che significa ricchezza, posti di lavoro, turismo per tutta la nostra Liguria.

E pariteticamente bene abbiamo fatto a ricevere le navi di Msc che ha la sede operativa e dirigenziale in un grattacielo costruito nel nostro capoluogo. Poco importa la bandiera italiana o straniera delle navi e se i marittimi a bordo siano filippini o italiani. Certo, ancora a maggior ragione dobbiamo invitare le navi con personale italiano a trovare un approdo sicuro e ospitarle qui nei nostri porti liguri e se il nostro sistema sanitario fosse davvero allo stremo sarà dovere del Governo, del Mit trovare rapidamente un altro approdo nel Paese.

Le compagnie armatoriali che si sono fidate di noi, che hanno investito su di noi, devono sapere che questa è casa loro e che di questo gli siamo grati e li vogliamo qui oggi e domani. L’emotività e la superficialità con cui viene sostenuto da taluni che tutto si dovrebbe fermare è da contrastare decisamente. Sta alla politica e alle associazioni di categoria nazionali e territoriali spiegarlo e prendere decisioni logiche per far sì che si comprenda come dobbiamo comportarci e al fine che la filiera porti, agenti marittimi, spedizionieri, trasporti, non si interrompa mai: sarebbe una catastrofe per la Liguria e per il Paese intero.

C’è stata un'importante riunione in videoconference tra Ministero e Autorità Portuali a cui hanno partecipato anche il presidente Signorini di Genova/Savona e la presidente Roncallo di Spezia/Carrara.

Vi sono alcuni punti davvero significativi che mi auguro abbiano rapida applicazione:

- il rapido utilizzo di risorse già disponibili dalle Autorità di sistema portuale (ADSP) ma non ancora nelle condizioni di essere spese.

- tali risorse devono essere rese accessibili grazie a norme semplificate

Grazie a tutti coloro che lavorano nei nostri porti. 

Noi vi siamo vicini e riconoscenti.

Maurizio Rossi, Membro commissione Trasporti Senato XVII legislatura.

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