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Cronaca

La decisione è definitiva, un'altra insegna che si spegne in centro
2 minuti e 11 secondi di lettura
di Annissa Defilippi

Ha accompagnato generazioni di genovesi con i suoi bouquet colorati, glio oggetti di Natale e quell’angolo di verde sotterraneo che sembrava un piccolo giardino nel cuore della città. Ora, però, anche "Galleria d’Arte e Fiori" – meglio nota come il fioraio di via XX Settembre – abbassa definitivamente la saracinesca. La chiusura è prevista per fine mese, come confermato con amarezza dalla famiglia. A darne l’annuncio è Maria Rossetti, figlia del fondatore Angelo e socia insieme al fratello nell’azienda familiare nata nel 1983. "È una decisione sofferta, ma inevitabile", spiega con lucida rassegnazione. "La pressione fiscale è diventata insostenibile, aggravata da un calo costante della clientela. Internet e le consegne online hanno preso il sopravvento, rendendo sempre più difficile competere". 

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"Galleria arte e fiori" stroncato dalle tasse

Lo storico negozio, situato al civico 166 rosso della centralissima via XX Settembre, era molto più di un semplice fioraio: punto di riferimento per fiori freschi, piante di ogni genere, semi, vasi di design, arredamenti da giardino e oggettistica raffinata. Affiliato al circuito Interflora – la rete internazionale che permetteva spedizioni di composizioni floreali in tutto il mondo – il locale si sviluppava su due livelli, con un ampio spazio interrato reso unico da una caratteristica fontana che ne faceva uno dei negozi più grandi e suggestivi della zona. "Eravamo abituati a vedere clienti affezionati entrare per un mazzo di rose o per scegliere una pianta da regalare, ma negli ultimi anni il trend è cambiato drasticamente", prosegue Maria Rossetti. "I costi di affiliazione a reti come Interflora, uniti alle spese fisse sempre più pesanti e a una fiscalità che non dà tregua, hanno reso la gestione non più sostenibile. Purtroppo la scelta è definitiva".

Sette dipendenti senza un piano b

La chiusura lascia a casa sette dipendenti, alcuni dei quali a un solo anno dalla pensione. "Non abbiamo un piano B immediato", ammette Rossetti. "E non lo hanno nemmeno loro. È una ferita per tutti". Con questa saracinesca che si abbassa sparisce un altro pezzo di storia commerciale genovese dalla via dello shopping per eccellenza. Il locale, per ora, resta vuoto: un ennesimo spazio sfregiato dal cartello 'vendesi' o 'affittasi' che ormai punteggia troppe vetrine del centro. Mentre l’e-commerce continua a crescere e le consegne in 24 ore diventano la norma, realtà come "Galleria d’Arte e Fiori" rappresentano il volto di un commercio tradizionale che arranca, schiacciato tra costi crescenti e abitudini di consumo mutate. A Genova, oggi, si spegne un’altra luce: quella di un negozio che per quattro decenni ha profumato di fiori la via più elegante della città.

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