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Puntualmente è arrivato il No. il no, secco, senza possibilità di confronto, di Italia nostra. Un no senza appello al progetto (tutto da verificare ci mancherebbe! ma non da bocciare senza dibattito pubblico) di una funivia che, partendo dalla Stazione Marittima, sorvolando il Lagaccio arriverebbe ai forti. Progetto decisamente “innovativo” , spettacolare, secondo l’ associazione “impattante” cioè che da’ fastidio, anzi, qualche cosa di più, al povero e massacrato quartiere del Lagaccio.

La funivia con i suoi piloni che si alzano sulle case fino a 65 metri è orribile, stando ai dirigenti di Italia nostra. Che, già che ci sono, triplicano il loro No, aggiungendo il nuovo Galliera e, udite udite, anche lo skymetro che dopo cent’anni di parole al vento dovrebbe dare un civile collegamento ai dimenticati abitanti della Valbisagno.

No, no e no. Che a Genova è una tradizione come i trallalleri e il pesto, il mugugno e il maniman.
Dunque. A me interessa che il meraviglioso sistema dei forti e delle mura di Genova, oltre dodici chilometri quelle Nuove, le più lunghe mura antiche in Europa, diventino una grande meta turistica. Oggi non lo sono e nemmeno sono conosciute dai genovesi. Evidentemente ci si arriva male e a poco servono (come invece sostiene Italia nostra) la cremagliera di Granarolo (spesso ferma) e la funicolare Zecca-Righi.

C’è qualche altro mezzo rapido, comodo e perché no, spettacolare per arrivare al Righi? Una funicolare magari invece di una impattante funivia che, guarda un po’, passa sopra le case, a 65 metri?
Allora prima di un No detto da chi lì sotto forse nemmeno ci abita, sarebbe opportuno che il Comune ascoltasse chi sta sotto gli ipotetici piloni. Verificare poi anche i costi, soprattutto quelli di manutenzione di un’opera così ardita.

Le funivie si sa, hanno bisogno di piloni, sennò sono delle cabine del telefono. Non di No senza appello.
Fate vedere alla città il progetto. E si discuta serenamente. Esistono altre possibilità di tracciato? Meno impattante? Insomma in modo da non far salire gli eventuali visitatori a dorso di mulo (no, poveri muli...), o con una cordata alpina.
Lo skymetro in Valbisagno francamente vorrei vederlo già in funzione per dare un aiuto a chi abita a Struppa o Marassi o Molassana e tutte le mattine vive in coda o come una sardina a rischio Covid sui bus che affumicano Genova.

E magari mi piacerebbe vedere la stessa energia di Italia nostra anche nel sollecitare le pedonalizzazioni del centro città, a cominciare da via XXV Aprile e via Roma ingombre di auto in sosta in doppia fila. Non è anche questa una tutela della città e una salvaguardia di chi ci abita e lavora? O di via Assarotti un tempo scenografica strada oggi indecente imbuto. O quelle piazzette tra i caruggi invase di auto. Piccole cose di fronte alla spettacolare funivia, ma pur sempre ferite nella città storica.

Impatti fastidiosi. O una campagna contro l’insozzamento delle facciate dei palazzi, a cominciare da quelle di via Balbi o per la difesa dei “parchi”, cessi per cani affidati a dogsitter, pattumiere di zozzoni che fanno fatica a gettare un sacchetto vuoto di patatine dentro un contenitore.

Io resto a sognare la funivia che sta su una fune e forse un giorno i bambini potranno giocare nei parchetti genovesi senza schiacciare le cacche. Dei bulldog.