È finita l'occupazione studentesca del rettorato dell'Università di Genova durata ventitré giorni consecutivi dal 23 settembre scorso a oggi per manifestare "contro la guerra e l'occupazione sionista in Palestina". Lo rende noto l'assemblea degli occupanti in un comunicato diffuso via Telegram.
Risveglio di Coscienza e Mobilitazioni per la Palestina
"L'occupazione del rettorato ha rappresentato una delle numerose espressioni del risveglio di coscienza collettiva che ha avuto luogo negli ultimi mesi - inizia il comunicato studentesco -. A partire dalla partenza delle Flotille, che hanno navigato verso Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese, e dalle mobilitazioni nate a loro sostegno. Queste mobilitazione hanno dimostrato l'emergente necessità delle persone di prendere posizione a partire dai propri spazi, dalle Università, ai quartieri, ai posti di lavoro, sino ai porti. Questo desiderio ha visto una città come Genova, come in tutta Italia, pretendere dalle proprie amministrazioni il riconoscimento del popolo Palestinese, il loro diritto alla resistenza e al ritorno nella propria terra, con la fine dell'occupazione sionista".
Tregua insufficiente e complicità dei governi
"Riteniamo che la prima fase dell'accordo di tregua firmato il 10 ottobre 2025 sia una prima vittoria per le condizioni del popolo palestinese ma insufficiente, se si considera che Israele già dal giorno stesso ha ripreso bombardamenti e il blocco all'entrata degli aiuti umanitari, continuando i suoi piani di colonizzazione in Cisgiordania - continua la nota -. Inoltre quando parliamo di complicità dei nostri governi parliamo del fatto che il sionismo é un progetto che fin dalla genesi si pone come avamposto sua degli interessi occidentali in Medio Oriente".