Cronaca

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Hanno parlato di nuovo i pm, in particolare Enrico Zucca, per replicare alle arringhe delle difese al processo con rito abbreviato in corso a Genova all'ex capo della polizia Gianni De Gennaro e all'ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola, accusati di avere indotto a rendere falsa testimonianza l'ex questore del capoluogo ligure Francesco Colucci in riferimento all'irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del luglio 2001. I pm hanno depositato una memoria di replica nella quale hanno mosso alcuni rilievi tecnici alle precedenti difese del professore Franco Coppi e dell'avvocato Carlo Biondi. Anche i due legali hanno controreplicato, così come il difensore di Mortola, Piergiovanni Iunca. La prossima udienza verrà celebrata il 7 ottobre, al termine della quale il gup Silvia Carpanini potrebbe decidere se rinviare o meno l'attuale capo del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) e l'ex dirigente della Digos di Genova. A luglio, i pm avevano chiesto due anni di reclusione per De Gennaro e un anno e quattro mesi per Mortola: secondo la loro tesi, fu De Gennaro in persona a dire a Colucci di ritrattare tutto, "aggiustare il tiro", per tenerlo il più lontano possibile dalla sanguinosa irruzione nella scuola. Arriverà il 9 ottobre la sentenza nel processo d'appello che vede imputati 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio durante i cortei del G8 di Genova nel luglio 2001. Oggi hanno concluso le arringhe i difensori e l'udienza è stata rinviata a venerdì per le eventuali controrepliche e per la decisione. Il sostituto procuratore generale Ezio Castaldi, il 4 giugno scorso, aveva chiesto pene per complessivi 225 anni di carcere, la stessa richiesta che era stata formulata in primo grado dai pm Anna Canepa e Andrea Canciani. Il tribunale condannò 24 imputati per complessivi 108 anni di reclusione. Una sola imputata, Nadia Sanna, fu assolta per non aver commesso il fatto. I pm avevano contestato a tutti il reato di devastazione e saccheggio ma l'accusa era rimasta solo per 10 delle persone condannate, per le quali erano comunque previsti tre anni di condono.