politica

I dubbi su IlFattoQuotidiano.it
2 minuti e 13 secondi di lettura
Lo scorso 9 novembre il premier Matteo Renzi aveva annunciato la sua intenzione di far diventare l'area Expo un polo di ricerca. La regia dell'operazione – insieme a un finanziamento da 150 milioni di euro l'anno per 10 anni - dovrebbe spettare all'Iit di Genova, cosa che ha mandato su tutte le furie il mondo scientifico milanese e che ha prodotto una reazione stizzita da parte del governatore lombardo Maroni. A movimentare ulteriormente le acque, è apparso su IlFattoQuotidiano.it un articolo a firma di Gianni Barbacetto, che getta qualche ombra sui numeri e i risultati del centro di ricerca genovese, definendolo “l’istituto più finanziato e più controllato dal governo” .

L'Iit – scrive il giornalista del Fatto - “nasce nel 2003 come centro di ricerca molto privilegiato. In un Paese in cui all’intero sistema universitario per la ricerca sono destinati soltanto 91 milioni di euro, al solo Iit vengono dati 50 milioni per l’anno 2004 e 100 milioni all’anno dal 2005 al 2014, più tutti i beni della fondazione Iri (poco meno di 130 milioni): oltre 1 miliardo di euro in 11 anni”.

Ma non è tanto l'ammontare dei finanziamenti ad attirare l'attenzione de IlFattoQuotidiano.it, quanto la cifra non spesa, che si evincerebbe da una relazione della Corte dei Conti del 31 dicembre 2013. Si tratta di “430 milioni di fondi non spesi” - spiega Barbacetto - “messi sotto la voce “disponibilità liquide” e “per la maggior quota detenute nel conto corrente infruttifero aperto presso la Tesoreria Centrale dello Stato”, mentre una quota minore (circa 21 milioni nel 2013) è depositata nelle casse di alcune banche private”.

Finanziamenti importanti che si accompagnano a risultati scientifici “mediocri”, secondo quanto afferma Barbacetto, che cita il sito specializzato Roars (Return on academic research), “secondo cui il rapporto tra i soldi spesi e il numero di pubblicazioni scientifiche è il più basso tra quelli dei principali enti di ricerca italiani”.

Parole pesanti che rendono ancora più agitate le acque di questa vicenda, in cui si annidano interessi politici, economici e scontri interni al mondo della ricerca. Un mare mosso al quale Genova deve destare molta attenzione per evitare che la vicenda della regia del “dopo Expo” diventi il pretesto per far finire l'Iit nelle mani dei lombardi. Un scenario difficile da immaginare in questo momento, ma che potrebbe concretizzarsi anche con l'appoggio del premier Matteo Renzi. Perché un Iit 'più milanese' sarebbe un bel gettone da spendere nella prossima campagna elettorale meneghina. Col rischio che a pagarne le conseguenze sia ancora una volta la Liguria.