C’erano giorni che quell’omone non salutava neppure.
Certe mattine andava avanti e indietro lungo gli infiniti corridoi della sua scuola sulle alture di Cornigliano.
E magari, indossando i suoi pantaloni improbabili, non alzava neppure lo sguardo perché restava immerso nei pensieri.
Era fatto così, quel bergamasco dal carattere ruvido e dal cuore grande.
Mai si tirava indietro quando uno dei suoi ragazzi gli chiedeva un aiuto. C’era sempre, Padre Damiano Casati.
Era il rettore dell’istituto Calasanzio, ma soprattutto un riferimento per la delegazione del ponente genovese. E questo fin dai tempi delle acciaierie al massimo della loro operatività.
A metterci la faccia, comunque. E’ stato così anche durante gli ultimi mesi quando la sua fiducia verso il giovane rettore era stata ripagata nel modo peggiore: quest’ultimo è accusato di aver lasciato le casse del Calasanzio in condizioni disastrose.
Padre Casati è morto qualche ora fa, tradito da un’emorragia e dagli acciacchi che si trascinava silenziosamente da tempo.
Una bandiera di Cornigliano, un simbolo degli Scolopi liguri che hanno cresciuto migliaia di studenti tra Genova e Carcare.
Saranno in tanti tra venerdì sera alle 18.30 e sabato mattina alle 11 per salutarlo. Non un semplice Padre: un uomo ruvido, dal grande cuore.
Cronaca
In memoria di un uomo ruvido, dal grande cuore
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