CRONACA

L'operazione Ŕ stata condotta dalla Guardia di Finanza

Frode fiscale, sequestrati beni per 330mila euro: nei guai due imprenditori valbormidesi

venerdý 28 maggio 2021
Frode fiscale, sequestrati beni per 330mila euro: nei guai due imprenditori valbormidesi

SAVONA - I militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Savona hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di oltre 200 mila euro nei confronti di una nota impresa della Valbormida operante nel settore del riciclaggio dei rifiuti, con sede legale in Millesimo. Nei guai anche un secondo imprenditore che opera nel settore edile a Cairo Montenotte. Sequestrati beni per 130 mila euro.

L'operazione si è svolta nell’ambito di un’indagine in materia di frode fiscale coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Savona. I finanzieri della Tenenza di Cairo Montenotte, in esecuzione del provvedimento, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro le somme depositate su un conto corrente intestato alla società di Millesimo, oggetto del controllo fiscale, riconducibili al rappresentante legale. La misura cautelare reale è stata disposta dal Gip presso il Tribunale di Savona. 

Nei giorni scorsi i militari hanno poi notificato ad un imprenditore albanese il provvedimento di confisca definitiva di sei immobili (un appartamento e cinque box) siti Cairo Montenotte –Corso Marconi, per un valore di oltre 130 mila euro, disposto dal Tribunale di Savona. L’uomo, titolare di un’impresa edile con sede in quel comune, era stato sottoposto ad una verifica fiscale nell’anno 2016 dalle Fiamme Gialle e denunciato alla Procura della Repubblica di Savona per omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali. Non aveva dichiarato ricavi per circa 600 mila euro ed evaso imposte per un totale di 130 mila euro.

In conseguenza dell’evasione fiscale accertata, l’Autorità Giudiziaria nel 2017 aveva disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, di somme e/o beni per un valore pari all’imposta evasa. Ad una prima analisi dei beni aggredibili, l’imprenditore risultava essere nullatenente.

Gli accertamenti svolti avevano tuttavia permesso di accertare che la moglie, sempre di origine albanese, risultava intestataria di sette immobili, pur non essendo mai stata titolare di redditi. A quel punto era scattato il sequestro preventivo dei beni intestati alla donna, poiché ritenuti acquistati con i proventi dell’evasione fiscale del coniuge e di cui l’evasore fiscale ne aveva la disponibilità. Le attività svolte, finalizzate ad assicurare le pretese Erariali, dimostrano la costante azione sinergica tra l’Autorità Giudiziaria savonese e la Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale, volta alla ricerca, repressione e aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati a seguito di condotte evasive ed espedienti elusivi.



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