Dopo le festività riprende oggi il processo Morandi con il proseguo delle arringhe degli avvocati degli imputati, in aula i legali di tecnici e dirigenti periferici, stamane sarebbe dovuto toccare ai difensori degli imputati ex direttori del 1° tronco Aspi di Genova Giorgio Fabriani (per cui i pm hanno chiesto 4 anni 6 mesi) e Alessandro Melegari (chiesti anche per lui 4 anni e 6 mesi), martedì invece sarebbe stato il giorno delle difese di tre ex tecnici di Spea, Giorgio Melandri (per cui la stessa procura ha chiesto l'assoluzione perché l'unico reato addebitatogli di falso è andato in prescrizione), Marco Trimboli (che rischia 6 anni e 6 mesi) e Massimo Ruggeri, per cui sono stati chiesti 2 anni, 4 mesi e 20 giorni.
Rinviato intervento difesa Fabriani
In realtà oggi il calendario è stato cambiato, aggiornato, dopo Antonio D'Avirro che ha difesoMelegari ha iniziato a parlare l'avvocato Rinaldo Romanelli che difende le posizioni di Melandri, Trimboli e Ruggeri.
Le accuse a Fabriani
Fabriani (assistito dagli avvocati Nicoletta Garaventa e Andrea Garaventa del Foro di Genova) ha ricoperto, come ricostruito dai pm, dal 2003 al 2009, tutti i ruoli di responsabilità relativi alla sorveglianza e alla sicurezza strutturale del viadotto Polcevera a livello periferico del tronco di Genova. È stato responsabile dell’Esercizio, responsabile della Servizio Tecnico e, infine, anche a lungo direttore del 1° Tronco. Il tutto ha rivestito ruoli decisionali per complessivi 3.371 giorni, dicono ancora i pm che sostengono che ogni relazione sulle condizioni del Polcevera era inviata anche a Fabriani.
Le accuse a Melegari
Per lo stesso motivo è stato indagato anche Melegari (difeso dall'avvocato Antonio D'Avirro del Foro di Firenze), successore di Fabriani, che ha ricoperto l’incarico di direttore del 1° Tronco per 635 giorni, circa 1 anno e 8 mesi, fra il marzo 2010 e il novembre 2011.
Attesa per la difesa di Castellucci a fine marzo
Ma al processo Morandi l'attesa di tutti è già rivolta ai quattro giorni a cavallo fra marzo e aprile in cui parleranno gli avvocati Alleva e Accinni che difendono Giovanni Castellucci, l'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, il manager di fiducia della famiglia Benetton, l'imputato più importante già in carcere dalla scorsa primavera per una condanna a sei anni per la tragedia del pullman precipitato nel 2015 dal viadotto Acqualonga ad Avellino e che a Genova rischia una pena di diciotto anni e sei mesi.
Il manager dei Benetton potrebbe rilasciare dichiarazioni
I legali di Castellucci dovrebbero parlare, salvo cambiamenti in corso d'opera, il 30 e il 31 marzo e l'1 e il 2 aprile, date in cui si concluderanno le arringhe dei difensori.
Fra le ipotesi anche la possibilità che l'ex manager possa intervenire on line per difenersi con delle dichiarazioni spontanee dal carcere milanese di Opera dove è rinchiuso. In linea teorica Castellucci potrebbe anche chiedere di presenziare personalmente alle udienze e per questo essere tradotto con una scorta nel tribunale di Genova. Una possibilità che accenderebbe i riflettori dei mass media sul processo anche se l'ex Ad di Aspi in qualità di detenuto non può essere fotografato o filmato. Qualunque sarà la decisione di Castellucci si prevede che in quei giorni nel tribunale di Genova arriveranno giornalisti da ogni parte di Italia.
Sentenza attesa entro fine 2026
Dopo le arringhe dei legali degli imputati ci saranno le repliche dei pm dell'accusa Cotugno e Airoldi e le eventuali contro repliche, quindi i giudici Lepri, Polidori e Baldini si chiuderanno in camera di consiglio per pronunciare la sentenza, che potrebbe arrivare entro la fine del 2026.