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Cronaca

Il ragazzo si è accorto subito del locale in fiamme: "Ho cercato di avvisare i miei amici, ma una volta fuori eravamo solo in tre"
1 minuto e 9 secondi di lettura
di Filippo Serio
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"Quando sono uscito ho visto tanta gente scappare dal locale con la faccia nera per il fumo, con il passare del tempo mi sono accorto che uscivano molti ragazzi ustionati. Ero preoccupatissimo"

E' ancora molto scosso G., il 16enne genovese sopravvissuto alla tragedia di Crans-Montana, nella notte di Capodanno. Negli occhi ancora le immagini delle candele pirotecniche e il locale che prende fuoco, ricorda ancora l'odore del fumo.

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E' stato uno dei pochi ad accorgersi subito che qualcosa non andava: "E' successo verso l'1.30 di notte, in quel momento io e una dozzina di amici ci trovavamo nel seminterrato del locale. Quando ci siamo accorti che il soffitto aveva preso fuoco, io e altri due ragazzi abbiamo cercato di avvertire gli altri per uscire, ma forse con la musica troppo alta non ci hanno sentito. Quando siamo usciti, eravamo fuori solo noi tre"

Il 16enne ricorda tutto: il locale pieno, circa 200 persone, e la candela sopra alle bottiglie che prende fuoco. Una volta fuori, ha cercato di capire cosa stesse accadendo: "C'era molta gente in fuga, prima ragazzi anneriti dal fumo, poi altri messi peggio, con ustioni sul corpo."

G. oggi è ancora preoccupato per i suoi amici: alcuni sono ricoverati in ospedale. "L'immagine che mi è rimasta impressa? Quella del locale in fiamme e la gente in fuga".

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