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Cronaca

2 minuti e 57 secondi di lettura
di Annissa Defilippi
Il vicesindaco e il segretario del Comune di Genova in Procura

Amt, l’azienda municipalizzata dei trasporti pubblici, ha davanti a sé due settimane che potrebbero deciderne il futuro. Il 12 dicembre il tribunale civile deciderà se accordare o meno le “misure protettive” richieste dall’azienda nell’ambito della composizione negoziata della crisi (artt. 18 e 54 del Codice della Crisi d’Impresa): in pratica un ombrello temporaneo che bloccherebbe pignoramenti, sequestri e ogni altra esecuzione forzata da parte dei creditori.

Azienda sotto scudo: cosa chiede Amt ai creditori

Cinque giorni dopo, il 17 dicembre, è invece fissata l’udienza che potrebbe dichiarare il fallimento dell’azienda, come chiesto da alcuni fornitori. Amt, con un buco patrimoniale netto di 90 milioni di euro, sta insomma correndo per guadagnare tempo e ossigeno. Ieri l’udienza sulla composizione negoziata è durata poche ore. Il giudice ha rinviato al 12 dicembre per permettere all’azienda di integrare e precisare la richiesta di misure protettive. L’esito, secondo fonti vicine al dossier, appare comunque orientato in senso favorevole: se le carte saranno completate, il tribunale dovrebbe concedere la sospensione delle azioni esecutive, dando così ad Amt la possibilità di presentare un piano di risanamento credibile senza essere soffocata dai creditori.

Regione salva stipendi e tredicesime con 14 milioni

Un respiro che arriva anche grazie ai 14 milioni di euro messi sul tavolo dalla Regione Liguria per garantire stipendi e tredicesime: una boccata d’ossigeno che ha evitato, almeno per ora, lo scenario peggiore.

Comune in Procura: faccia a faccia tra vicesindaco e procuratore capo

Sul fronte penale e contabile, però, le nubi si addensano. Ieri mattina il vicesindaco con delega alle partecipate Alessandro Terrile e il segretario generale del Comune Pasquale Criscuolo hanno incontrato per circa 40 minuti il procuratore capo Nicola Piacente. È stato Palazzo Tursi a chiedere l’incontro, per "salvare l'azienda" e contribuire alle indagini già in corso "non manchiamo di confrontarci con tutti gli organi di controllo e garanzia nel rispetto dei ruoli di ciascuno".

Fascicolo aperto senza indagati: la guardia di finanza già negli uffici

Il fascicolo della Procura è aperto (per ora a modello 45, cioè senza ipotesi di reato né indagati) e la Guardia di Finanza ha già acquisito documenti, anche alla luce dell’inchiesta – chiusa pochi mesi fa – sulla contestata fusione Amt-Atp. Al procuratore sarebbero state poste domande specifiche, ad esempio sui ritardi con cui i revisori dei conti dell’azienda avrebbero segnalato i conti in rosso. Non è escluso che dal Comune siano arrivati o arrivino a breve atti più concreti: un esposto o una denuncia con nomi e cognomi.  

Corte dei Conti in azione: indagine contabile sul buco da 90 milioni

Parallelamente si è mossa la Procura regionale della Corte dei Conti, guidata da Roberto Leoni, che ha aperto un fascicolo contabile d’iniziativa, anche sulla scorta delle notizie di stampa relative alla sospensione e successivo licenziamento dell’ex direttrice generale e già presidente Ilaria Gavuglio. Le indagini sono ancora nella fase preliminare e non ci sono al momento contestazioni di danno erariale a persone fisiche, ma l’apertura del procedimento rappresenta un ulteriore fronte di rischio per chi ha gestito l’azienda negli ultimi anni. Non è la prima volta che la nuova giunta Salis incontra la magistratura contabile: già il 22 ottobre la sindaca e il vicesindaco Terrile erano stati ricevuti dalla sezione Controllo per illustrare lo stato dell’arte ereditato dopo le elezioni di maggio. Insomma, mentre in Tribunale si gioca la partita della sopravvivenza immediata, in Procura e alla Corte dei Conti si comincia a fare luce sulle responsabilità di una gestione che ha portato Amt a un passo dal default. Dicembre sarà un mese decisivo, sotto tutti i profili.

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