La Liguria è tra le regioni italiane dove la propensione al risparmio è cresciuta di più rispetto al 2019, attestandosi al 10,3%, in linea con la media del Nord-Ovest (10,9%). È quanto emerge da un’analisi di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, che ha misurato il risparmio delle famiglie e la loro capacità di accantonare reddito. Il Piemonte, con l’11,2%, si conferma al primo posto, seguito dalla Lombardia (10,9%) e dalla Liguria, che con l’Emilia-Romagna (10,3%) condivide il terzo gradino del podio. Rispetto al 2019, la Liguria guadagna una posizione, salendo dal quarto al terzo posto.
In Liguria quasi 4 miliardi di risparmi
Secondo gli ultimi dati Istat in Liguria abitano un milione e 509 mila abitanti con circa 765 mila famiglie. La quota di risparmio accantonata sfiora i 4 miliardi, esattamente 3 miliardi 902 milioni 320 mila euro. Il reddito medio annuo pro capite delle famiglie liguri è di circa 25 mila euro. In poche parole ogni anno una famiglia risparmia poco più di 2 mila e 500 euro.
I dati provinciali
Genova è la provincia ligure con maggiore propensione al risparmio e si colloca al 13° posto nazionale con una percentuale di reddito risparmiato pari all’11,3%, mentre la provincia con l’indice più basso è La Spezia con appena l’8,4%. Nel mezzo ci sono Imperia con una propensione al risparmio che si attesta al 9,5% e la colloca in 26esima posizione mentre Savona è 33esima con una propensione al risparmio al 9,2%. Proprio Savona però ha perso 6 posizioni rispetto all'ultima rilevazione. Un quarto del risparmio complessivo degli italiani si concentra a Milano (11,55%), Roma (7,50%) e Torino (5,52%). Ma la propensione delle famiglie a risparmiare parte del proprio reddito disponibile è più alta a Biella (15,51%), Asti (13,64%) e Vercelli (13,62%) rispetto alla media nazionale dell’8,27%. Sul fronte opposto di questa classifica, a fare più fatica ad accantonare una quota delle proprie entrate sono i cittadini di Trapani (4,79%), Siracusa (4,66%) e Crotone (4,63%). Nel complesso la predisposizione dei connazionali a mettere denaro da parte risulta maggiore nelle province che presentano, da un lato, un’incidenza maggiore di laureati e di anziani e, dall’altro, un nucleo familiare più ristretto rispetto alla media nazionale.
Maestripieri (Cisl Liguria): "Serve sostenere il potere d'acquisto delle famiglie"
Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria analizza: "Il dato sulla crescita della propensione al risparmio in Liguria dimostra la capacità delle famiglie di affrontare un contesto economico difficile come quello che stiamo vivendo con prudenza e senso di responsabilità e in alcuni casi a costo di grandi sacrifici: spesso si risparmia perché si rinuncia a una spesa necessaria. È quindi fondamentale che questo risparmio non diventi solo un segnale di cautela, ma possa tradursi in maggiori consumi e investimenti sul territorio. Come Cisl Liguria ribadiamo la necessità di politiche che sostengano il potere d’acquisto delle famiglie, il sostegno al ceto medio fortemente penalizzato in questi anni, l’aumento dei salari, la qualità del lavoro e lo sviluppo produttivo, perché solo così il risparmio potrà trasformarsi in crescita economica e benessere diffuso" conclude Maestripieri.
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