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Nuovo flop dei blucerchiati nello scontro diretto con lo Spezia: "Noi creiamo otto situazioni ma non tiriamo in porta, gli avversari ci castigano con un angolo e mezzo"
2 minuti e 38 secondi di lettura
di Marco Bisacchi
Un uomo sedutoAngelo Gregucci: guida la Sampdoria insieme a Foti

Il solito film già visto per la Sampdoria. La sconfitta con lo Spezia fa scivolare i blucerchiati al penultimo posto della classifica di B: anche quest'anno il rischio concreto è quello di una retrocessione in Serie C. Ma cosa si può fare, per evitare un disastro annunciato? Sconsolato a fine gara Angelo Gregucci, che guida la Samp insieme a Foti.

La conferenza post sconfitta

Le tante palle inattive non sfruttate, e poi il gol subito arriva su un corner per lo Spezia. "Doppiando lo Spezia nelle palle inattive, 4 calci d'angolo contro 9, la pericolosità è poca. Creiamo molte situazioni e siamo poco pericolosi. Gli avversari creano il minimo sindacale e ci castigano. Sono molto amareggiato, era una partita forse da reti inviolate. Primo tempo sotto controllo, la squadra stava facendo la partita. Ma nella partita ho avuto la percezione di non essere pericoloso" dice Gregucci.

La Samp dopo il gol subito è sparita dal campo. "Abbiamo cercato di mettere in campo il maggior potenziale possibile, ma la verità è inconfutabile. Poca pericolosità. La squadra avversaria ci ha sempre contrastato, due contro uno. Siamo stati poco pericolosi. Bastava poco per portare punti a casa. Serve mettere la testa giù e lavorare. Innegabile, per noi il gol è un problema. E' sotto analisi".

Cosa fare per cambiare le cose? La prestazione non è stata molto differente rispetto a quella con la Juve Stabia. "Migliorare in quell'aspetto. Tu hai 8 palle gol e non tiri in porta. Lo Spezia fa un tiro e mezzo e vince. Un aspetto su cui lavorare. Anche con testardaggine. Una mancanza di questa squadra che crea, ha qualche buona trama ma la via della rete la trova con difficoltà. Non siamo qui a pettinare le bambole" dice Gregucci.

Come sta Pafundi dopo quella botta alla spalla? E l'ingresso di Barak a cosa è servito? "Per Pafundi bisogna chiedere al comparto medico, ma l'ho visto rientrare abbastanza bene. Non penso sia una cosa grave. Barak è un giocatore di qualità, cercavamo qualità visto che eravamo sotto nel punteggio. Volevamo più qualità. Se tu hai la palla, crei situazioni e vai sull'esterno con Pedrola, Cherubini e crei uno contro uno, quando la palla va in area ho la sensazione che hai poca capacità di metterlo dentro. A prenderlo ci vuole poco, a farlo ci vuole tanto" dice Gregucci.

E però in allenamento le cose vanno meglio, poi la Sampdoria forse subisce la pressione della partite? "Ci alleniamo tanto sulle palle inattive? Si vede che non basta. Un problema di pressione in partita? Non penso. E' la domenica che determina. Se battiamo dieci angoli, la lotta non può fare a cazzotti con la ragione e dovremmo avere più occasioni. Invece è il contrario. Dobbiamo cambiare la mentalità. Quella palla, la domenica, determina. E' una costante di questo campionato questo gol preso questa sera. Credo che la medicina sia lavorare di più. Stare a casa e non provare, secondo me non te la cavi. Sono amareggiato dal risultato perché siamo andati sulla costante. Quel gol lì non andava preso" le parole di Gregucci.

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