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Il ds granata, sul fronte della multiproprietà di Lotito, tira in ballo l'assetto giuridico della società blucerchiata

Salernitana, il ds Fabiani: "Perché la Sampdoria è in un trust e noi non potremmo?"

12/06/2021 ore: 15.57

di Stefano Rissetto

Salernitana, il ds Fabiani:

GENOVA -  La promozione della Salernitana in serie A rimette sotto i riflettori l'assetto giuridico della Sampdoria. Il club granata è di Lotito, padrone anche della Lazio, e quindi va messo in vendita pena l'esclusione dal campionato: la Figc ha fissato il 25 giugno come termine perentorio. Per parte sua Lotito, oltre alla voce dell'offerta di un fondo australiano, vuole portare avanti la linea del trust: ovvero la cessione temporanea della Salernitana a terzi obbligati a gestirlo in autonomia fino alla vendita definitiva a un altro gruppo. Una soluzione che permetterebbe di guadagnare tempo, ma che non esclude l'eventualità che il trust dissimuli persone vicine all’attuale proprietà, se non le stesse.

Per questi motivi l'ipotesi del trust non entusiasma Figc e Lega, tanto più che a Salerno l’attuale dirigenza è assolutamente operativa, tra scelta della sede del ritiro e mosse di mercato.

Così è intervenuto il direttore sportivo della Salernitana Angelo Fabiani, che in una dichiarazione a "1 Station Radio" ha citato la Sampdoria: "Lotito sta chiedendo il valore esatto della Salernitana, il prezzo è congruo, nulla di più, non si vuole assolutamente speculare. Possibilità di non cedere? Ho letto su di un quotidiano che questo non è possibile, e allora mi chiedo come sia possibile che la Sampdoria vive in un blind trust? Una strada che si può percorrere è questa, tutelando sia la Lega che il club, ma ci vuole tempo".

Peraltro il trust Rosan - creatura di Gianluca Vidal, commercialista e consigliere di amministrazione della Sampdoria, e basato sull'isola di Jersey - non è sorto a fronte di una situazione di multiproprietà quale quella che adesso caratterizza Lotito, che controlla sia Lazio che Salernitana. L'accostamento è quindi suggestivo ma pare improprio.