CRONACA

E per il ritorno in classe tutto dipende dall'andamento dei contagi

Scuola, in Liguria dopo Pasqua si torna in Dad alle superiori e in seconda e terza media a Ponente

05/04/2021 ore: 19.37

di Silvia Isola

Scuola, in Liguria dopo Pasqua si torna in Dad alle superiori e in seconda e terza media a Ponente

GENOVA - Il ritorno a scuola dopo le 'vacanze di Pasqua' è ancora in Dad per i ragazzi delle scuole superiori in Liguria. Se da una parte tante famiglie chiedono che questa sia l'ultima settimana in didattica a distanza al 100%, al tempo stesso i dati dei contagi hanno fatto sì che nel ponente ligure scattasse la zona rossa. Così nelle province di Imperia e Savona anche seconda e terza media resteranno a casa almeno fino a sabato 10 aprile per seguire le lezioni dal pc. Questo perché, secondo quanto stabilito dal nuovo Dl, in zona rossa il servizio scolastico deve essere garantito fino alla prima media. 

Intanto si procede a ritmo serrato con le vaccinazioni delle insegnanti. Proprio in questi giorni di festa, non si è mai fermato il call center che ha preso appuntamento per la somministrazione della prima dose anche per gli insegnanti non residenti in Liguria ma che lavorano in regione. 

Ma per il ritorno in classe anche dei più grandi, tutto dipende dai dati e da come si attesterà la Liguria venerdì, giorno in cui verrà reso noto il monitoraggio dell'Iss. In Liguria sono più di 67 mila gli studenti delle superiori, tra scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, formazione professionale (IeFP), istituti tecnici superiori (Its) e percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts). In classe non tornano da settimane e quest'anno scolastico è trascorso più alla propria scrivania che a scuola. 

C'è poi sempre lo spettro delle aperture estive. "Non si tratta di prorogare la durata del calendario, quanto di prevedere attività per colmare il gap educativo, le lacune che il lockdown ha provocato nonostante l'intenso lavoro delle scuole", aveva commentato il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Ettore Acerra. "Non deve essere vissuto come un obbligo ma come un'opportunità per le famiglie per offrire un piano integrato di attività personalizzate". Ma sui social in tanti hanno contestato questa opzione.