CRONACA

Per ottenere il controllo di un hotel nel Savonese

'Ndrangheta in Liguria, vittima estorsione: "Non posso venire, tengo famiglia"

30/06/2020 ore: 11.24

'Ndrangheta in Liguria, vittima estorsione:

FINALE LIGURE - "Non posso venire, tengo famiglia, non posso venire". Così uno dei soci del gruppo Confort Hotels & Resorts a capo dell'Hotel del Golfo di Finale Ligure, lungo la costa savonese, manifestava la propria impossibilità a presentarsi all'assemblea degli azionisti convocata per l'aprile 2018 dopo le minacce ricevute da Alfonso Pio, presunto affiliato alle cosche della 'ndrangheta attive in Brianza arrestato insieme ad altre 3 persone per estorsione e aggravata dal metodo mafioso e usura.

Dopo le intimidazioni ricevute da Pio, l'uomo non si presentò in assemblea che saltò per mancanza del numero legale e venne riconvocata circa due mesi dopo. Ma anche questa volta la vittima mancò all'appuntamento: "Questa è la seconda volta che faccio saltare la riunione e mi piglio io le responsabilità. Ho fatto quello che volevate", afferma a Pio in una conversazione intercettata l'uomo che poi autorizzò la consegna dei certificati azionari a Omar Petrocca, uno dei quattro arrestati dalla Dda, "che li esibiva all'assemblea del giorno seguente e se ne impossessava".

L'intercettazione è riportata nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Guido Salvini che ricostruisce tutte le fasi dell'estorsione che ha portato la struttura alberghiera sotto il controllo della 'ndrangheta. "Prendiamo in mano la situazione spiaggia e tutte cose!! (...) tanto li prendiamo 6-700.000 in tre mesi". Così parlava, intercettato nel giugno 2018, Alfonso Pio, in relazione all'hotel. Emerge dalle intercettazioni che si comportava "come il proprietario dell'hotel" e diceva, riassume il gip, "che farà anche posizionare le sdraio sulla spiaggia".

Uno dei soci della società titolare dell'hotel, come si legge nell'ordinanza, ha raccontato ai pm che "un giorno mi chiamò (Pio, ndr) e mi fece lui la proposta di cedere le quote a loro. Più che una proposta fu una vera e propria imposizione. Temevo Pio non perché gli devo dei soldi ma perché mi sono informato e ho capito, tre-quattro mesi dopo, che è una persona calabrese che appartiene a delle famiglie di 'ndrangheta. Lo stesso Petrocca (altro arrestato, ndr) mi ha fatto capire che tali informazioni erano veritiere. Ho avuto timore a dirgli di no".

Un altro dei soci, parlando intercettato con Pio, diceva: "ho perso il lavoro ... ho perso l'albergo ... ho perso casa ... cioè sono distrutto". Intanto, la compagna di Pio (lui avrebbe anche una casa a Montecarlo) "aveva anche la disponibilità delle chiavi dell'hotel" e, si legge nei verbali, "si comportava come se fosse lei la padrona", mentre il "direttore di sala" sarebbe stato anche "picchiato" dal presunto 'ndranghetista.