PORTI E LOGISTICA

Servono opere stradali per mitigare l'impatto di Apm sul territorio. Il sindaco: "E' l'ultima chiamata"

Vado rischia di restare paralizzata dalla nuova piattaforma, la Regione corre ai ripari

09/10/2019 ore: 15.24

di Matteo Cantile

Vado rischia di restare paralizzata dalla nuova piattaforma, la Regione corre ai ripari

VADO LIGURE - “L’ultima chiamata”: l’ha definita così il sindaco di Vado, Monica Giuliano, che per settimane ha fatto salire il livello della tensione sulle opere compensative che il suo comune pretende, a ragione, in cambio dell’apertura del nuovo terminal Apm. Che per l’economia locale è indubbiamente una buona notizia che deve però essere accompagnata da una serie di infrastrutture che ne limitino l’impatto sulla viabilità e sulla vita degli abitanti.

E le istituzioni, dopo una serie di scambi a mezzo stampa abbastanza pepati, hanno risposto e questo mercoledì il presidente della Regione Giovanni Toti, l’assessore regionale ai Porti Andrea Benveduti e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Paolo Emilio Signorini si sono presentati in città per fornire rassicurazioni e spiegare i progetti.

“Questa è un’occasione che non possiamo lasciarci sfuggire – spiega a Primocanale il sindaco Monica Giuliano – sviluppare un’infrastruttura in modo corretto è essenziale per tutti”. Il comune chiede che non solo le opere a mare vengano ultimate con la massima cura ma anche, soprattutto, dal loro punto di vista, quelle a terra, che daranno modo alle aziende e agli abitanti di convivere serenamente con la nuova piattaforma.

Toti, Benveduti e Signorini hanno annunciato un serrato cronoprogramma che, ha insistito molto il sindaco, “deve essere rispettato in ogni suo punto”.

A vigilare sull’intero piano sarà il presidente della Regione Toti: “La piattaforma di Vado aprirà il 12 dicembre ma entrerà a regime per gradi – spiega il Governatore – si tratta di un’importante opportunità sia per il territorio che, più complessivamente, per la regione”.

Per approfittarne senza danni al territorio, però, sono necessari molti interventi: la messa in sicurezza dei due fiumi che insistono sull’area, la viabilità alternativa, la strada a scorrimento veloce. “Abbiamo chiesto a tutti tempi rapidissimi – dice Toti – ci siamo già dati un nuovo appuntamento per la metà di novembre e contiamo, all’apertura, di avere già iniziato parte dei lavori”.

Pace fatta, o quasi, tra l’assessore Benveduti e l’Autorità Portuale: il responsabile ligure dei porti aveva duramente polemizzato sulla lentezza con cui il territorio stava ricevendo risposte, ora è stato fatto un passo avanti. “Mi rendo conto della complessità delle normative – dice - non è sempre facile mettere le cose a posto in tempi rapidi. Credo che da oggi siamo tutti pronti a remare nella stessa direzione”.

Il presidente del Porto, Signorini, spiega le opere nel dettaglio: “Il cronoprogramma si svilupperà nei prossimi due, tre anni, nella cabina di regia che apriremo a novembre suggelleremo il piano in modo ufficiale. Nella prima fase, entro il 2023, sistemeremo la viabilità di via Trieste e renderemo operativa la strada di scorrimento veloce che collega il casello di Savona con la piattaforma. Nei tre anni successivi, dovremo realizzare il casello di Bossarino e individuare almeno due aree polmone per fare fronte al possibile congestionamento veicolare. Nel frattempo sarà avviato il nuovo parco ferroviario”.