IL COMMENTO

Dopo il caos treni del ponte di Ferragosto

Trenitalia ammetta le proprie mancanze e si assuma le responsabilitÓ

21/08/2019 ore: 11.01

di Alberto Pandolfo*

Trenitalia ammetta le proprie mancanze e si assuma le responsabilitÓ

Trovare un capro espiatorio per scaricare sugli altri le proprie responsabilità non è esattamente quanto ci si aspetterebbe dall’amministrazione di un’azienda capace e autorevole.

Invece, di fronte al caos treni del ponte di Ferragosto, quando in un solo giorno, venerdì 16, sono stati soppressi 23 regionali causando pesantissimi disagi ai pendolari, ai cittadini e ai turisti – proprio nel periodo di massimo afflusso sul nostro territorio - , Trenitalia non ha saputo far di meglio che dare la colpa ai lavoratori quando proprio dai dipendenti da mesi arrivano continui allarmi sulla cronica mancanza di personale. Non è certo attaccando un diritto dei lavoratori, come quello dei congedi parentali, che si risolvono i problemi e le carenze nell’organizzazione del servizio e del personale. Occorre piuttosto che Trenitalia ammetta le proprie mancanze, si assuma le proprie responsabilità e si impegni nel mettere in atto un servizio degno di questo nome, in accordo con i rappresentanti dei lavoratori e avviando un ripianamento reale degli organici nel personale di bordo e negli equipaggi.

Ma chi e come deve convincere l’azienda a muoversi in questa direzione? Ovviamente la Regione, che ha stipulato con Trenitalia un contratto di servizio della durata di quindici anni, e che in questa vicenda è venuta meno al suo ruolo di controllo nei confronti dell’azienda e a tutela degli utenti. In questi giorni Berrino e Toti hanno affidato il loro sdegno, rispetto a quanto accaduto, a lettere e comunicati stampa. Ma più che le parole servono i fatti. Servono un assessore e un presidente di Regione capaci di intanto di lavorare per evitare situazione di disagio e da adesso pronti a far valere le ragioni dei liguri, in modo che Trenitalia ottemperi ai propri doveri, eventualmente rinegoziando il contratto in essere. Sovrani sono i cittadini, non l’azienda. E non chiedono un treno dei desideri, semplicemente vorrebbero non dover salire ogni giorno su un convoglio da incubo per raggiungere il posto di lavoro o le diverse località della nostra splendida terra.

*Alberto Pandolfo - Segretario Partito Democratico Genova