CRONACA


A Bonassola dopo 600 anni rinasce un vitigno di Ruzzese

10/07/2019 ore: 18.49

di Tiziana Oberti

 A Bonassola dopo 600 anni rinasce un vitigno di Ruzzese

BONASSOLA - Il sogno di Davide si chiama ‘Ruzzese’ vitigno autoctono di pregio salvato dall’oblio sulle colline affacciate sul mare di Bonassola e tra due anni si potrà degustare, perché non c'è altro termine possibile.

Davide ha messo nel cassetto la laurea in giurisprudenza e ha seguito la passione dei genitori in particolare l’amore per la terra. Loro vent’anni fa hanno lasciato un’attività di successo per aprire un agriturismo a Bonassola, lui ha deciso che questo angolo di paradiso sarà il suo futuro.

Il fiore all'occhiello di Ca’ du Ferra’ è il recupero dei vitigni antichi e rari nel rispetto di un luogo com’era in origine. L’azienda punta a riportare alla luce varietà come il Ruzzese, il Rossese bianco, il picabon e l’albarola  presenti fin dall antichità nella riviera ligure di levante in parte dimenticati.   

L’opera di reimpianto di Davide comincia dal Ruzzese all'interno del progetto dimostrativo “il recupero della biodiversità attraverso il reimpianto del vitigno ruzzese “ sostenuto da Coldiretti La Spezia, Regione Liguria e CNR Torino.


Il Ruzzese - spiega Davide - è l'antesignano dello sciacchetrà, il vino passito delle Cinque Terre, ottenuto oggi da uve Bosco , Albarola e Vermentino e che invece noi vogliamo riproporre secondo tradizione prodotto dall’uva bacca bianca del ruzzese.

 

Davide è un fiume in piena di passione e amore per la terra e ci tiene a raccontare un aneddoto che lega l'antico vitigno a Papa Paolo III Farnese che  nella seconda metà del Cinquecento “soleva intingere i fichi secchi nell'amabile Ruzzese“.

 

Vigna e cantina vista mare: un posto che affascina e ammalia, un pezzo di paradiso a picco sul mare.