IL COMMENTO

L'analisi su una squadra di nuovo precipitata in zona retrocessione

Genoa, gli errori senza mea culpa di Preziosi e la paura della squadra

15/04/2019 ore: 07.17

di Giovanni Porcella

Genoa, gli errori senza mea culpa di Preziosi e la paura della squadra

Un altro derby perso. Un altro anno in apnea a caccia di punticini salvezza. Perche’ il Genoa è arrivato a questo punto? Il presidente Enrico Preziosi in estate ha confermato contro il suo volere Davide Ballardini salvo mandarlo via dopo 7 partite che comunque avevano fruttato la zona quasi europea. Lo “scarso” giocava magari male, prendeva tanti gol ma oggi la classifica vivacchia ancora grazie a quei risultati. Il colpo di mercato Piatek, poi, ha illuso che quella squadra potesse ambire a qualcosa di piu’ della salvezza.

Primo errore. L’arrivo di Juric con il punto contro la Juventus aveva ulteriormente illuso in un cambio di passo. Tre pareggi in tutto in sei partite e situazione aggravata in classifica. Altra topica. Ecco il terzo allenatore, Cesare Prandelli. L’ex ct della nazionale fa quello che puo’ tra buone prestazioni come con l’Atalanta e scivoloni piu’ meno meritati con Roma e Cagliari. Il problema è che Piatek diventa un boomerang perche’ a suon di gol finisce nelle mire del Milan e Preziosi lo vende. Gli si dice in tutte le salse che è un affare pericoloso, ma niente. Purtroppo non si torna indietro. Arriva Sanabria, parte bene ma poi finisce in panchina, come Radovanovic e Lerager altri “rinforzi” di gennaio. E’ una sconfessione di cio’ che è stato fatto, oppure sono tutti fuori forma? Comunque altre scelte errate.

Nessun mea culpa del presidente, ma un senso di rabbia per cio’ che lo circonda e questo divide l’ambiente che avrebbe invece bisogno non di buoni e cattivi ma di unità.. Arriva il successo sulla Juventus che poco alla volte, come si vede, sta tirando i remi in barca. Sono comunque tre punti importanti ma l’Empoli fa altrettanto col Napoli. Ora a sei giornate dalla fine il 15esimo posto non è drammatico, ma se si adotta la politica del “va tutto bene madama la marchesa” si fa un torto alla propria coscienza, ed è meglio per tutti se si accetta la gravità del momento frutto di sbagli in serie.

Diciotto punti a disposizione, meglio pensare a farne qualcuno piuttosto che sperare negli scivoloni degli altri. E poi con umiltà ammettere che è stato tutto sbagliato e che è tutto da rifare, se ce ne sarà la possibilità. Altrimenti Preziosi per il suo stesso bene prenda in considerazione l’ipotesi di vendere il Genoa in serie A dove l’ha riportato e ha sempre garantito che ci sarebbe rimasto e fin qui ha avuto ragione, ma l’andazzo preoccupa e la sana paura invocata da Prandelli ora non è neppure piu’ tanto sana.