TECNOLOGIA


Dalla botanica ai robot agli showcooking: ecco i progetti presentati a Genova per Futura 2019

05/04/2019 ore: 17.04

Dalla botanica ai robot agli showcooking: ecco i progetti presentati a Genova per Futura 2019

GENOVA -  Grande successo per Futura, la manifestazione del Miur dedicata alla scuola digitale. Genova sta ospitando tantissimi ragazzi giunti da tutta Italia e con loro docenti e famiglie. Ma le sfere interattive posizionate tra Piazza Matteotti, Piazzale Pertini, Palazzo Ducale e Giardini Luzzati stanno attirando tanti curiosi, anche perché al loro interno ci sono tanti progetti interessanti creati proprio dagli studenti.

Sono, infatti, 18 le scuole finaliste selezionate per il Premio Nazionale di Scuola Digitale. Tra queste l'istituto Garibaldi di Roma che ha brevettato un sistema sostenibile per l'irrigazione delle piante. "È una struttura di idroponica di tipologia verticale che sfrutta la luce solare per dare energia a tutto quanto il prototipo in cui una pompa manda in circolo continuo l'acqua" ha spiegato Lorenzo Romagnoli. "In questo modo abbiamo né spreco di acqua né spreco di risorse energetiche. In più il composto che noi utilizziamo per dare nutrimento alle piante è completamente naturale ottenuto dal compost ovvero da rifiuti che normalmente verrebbero buttati".

Il digitale incontra la botanica anche nel nostro istituto Marsano che nella sfera interattiva di Piazzale Pertini ha portato una lampada a led infrarossi per la crescita del basilico senza l'utilizzo di sostanze chimiche. Ma tanti anche i robot, come quelli dell'istituto Volta di Pescara e il Firpo Buonarroti di Genova puntano sui robot.

"Noi del Buonarroti abbiamo portato alle Olimpiadi di Robotica due squadre: quella d'aria usava un drone per segnalare un'emergenza, mentre quella di terra interveniva con due robot Lego per portare soccorso", ha detto Andrea Roberto.

Ma spazio anche agli showcooking della scuola alberghiera di Lavagna nella bolla dedicata ad Orientamenti. "Ho realizzato un dripping di pesce, il piatto di Gualtiero Marchesi che si ispira alla tecnica di Jackson Pollock", ha raccontato Martino Sbarbori. "Su un letto di maionese, fatta con la riduzione dell'acqua di cottura delle vongole, ha ricreato la tela con schizzi di salsa di pomodori datterini, salsa al nero di seppia e clorofilla di basilico".