IL COMMENTO


La finta Gronda che non parte e giÓ crea problemi al territorio e ai cittadini

14/03/2019 ore: 07.07

di Maurizio Rossi*

La finta Gronda che non parte e giÓ crea problemi al territorio e ai cittadini

Ricordo con grande irritazione quel maledetto giorno di quasi un anno fa quando, ad elezioni politiche già concluse e con la certezza che il Pd non sarebbe ritornato al Governo, dagli uffici del Mit di Delrio uscì in gran silenzio l’autorizzazione ad Autostrade di iniziare il folle progetto della Gronda che mai vedrà la fine. Questa è un’altra delle grandi prese in giro del passato Governo che aveva ancora in prorogatio proprio il Ministro Delrio sebbene la firma non fu la sua ma degli uffici che sosterranno fosse “un atto dovuto”!

Leggere che c’è già chi è stato espropriato e perso il lavoro (LEGGI QUI), solo perché il concessionario deve far vedere che i lavori sono iniziati, mi fa male e schifo, perché so quanto sia solo una messa in scena che peraltro ora oltre al danno a 6 famiglie e chissà a quanti altri, diventa lavoro per Autostrade che provochera’ l’autorizzazione ad aumentare i pedaggi per rientrare di quanto speso, espropri compresi, nel 2018 per iniziare i lavori propedeutici alla costruzione della Gronda. L’assurdo è quindi che noi utenti autostradali, cittadini, stiamo pagando di tasca nostra gli espropri dei nostri concittadini!

Il meccanismo è bene sia chiaro: Autostrade prepara periodicamente un piano di investimenti che sottopone al Mit (tra cui inserì la Gronda) che verifica e viene approvato e se nel 2018 su 6 miliardi di costo complessivo della Gronda, il concessionario dimostra di aver già speso 500 milioni ha diritto di aumentare i pedaggi su tutto il territorio nazionale dal 2019 di una percentuale sino alla fine della concessione, oneri finanziari compresi, che le consenta di ripagarsi quei 500 milioni.

Per questo Autostrade è partita subito a razzo anche se non ha alcuna idea di quello che accadrà ne della sua concessione ne dell’opera faraonica della Gronda di Genova.

Va anche ricordato, e lo dissi proprio nei giorni successivi al crollo del Ponte Morandi, che era folle che il Ministero avesse firmato l’autorizzazione sulla base della concessione in essere e quindi a condizioni molto onerose per i cittadini e gli utenti di tutta Italia, mentre si stava attendendo l’autorizzazione dall’Europa di modificare la concessione in essere dando ad Autostrade 4 anni in più di concessione alla scadenza per fare la Gronda; ma l’Europa richiedeva in cambio importanti modifiche della concessione a Autostrade che riteneva squilibrata a vantaggio del concessionario. Quell’autorizzazione arrivò guarda caso 20/30 giorni dopo la firma del Ministero che autorizzava i lavori della Gronda ma alle vecchie condizioni presenti nella concessione favorevoli per Autostrade.

L’Europa, che a volte serve eccome, dopo lungo studio aveva dato parere positivo alla proroga ma con diverse richieste di modifica della concessione:

- innanzitutto contro la richiesta folle di Autostrade avvallata dal Ministero che andava a dibattere a Bruxelles, limito’ a 4 anni la proroga anziché i 15 iniziali richiesti dall’Italia, ritenendo la richiesta esagerata, immotivata e lesiva della concorrenza perché avrebbe spostato di 15 anni le future gare per le concessioni di importanti tratti autostradali contravvenendo alle normative europee che esigono gare!

- inoltre andava a richiedere di diminuire i lavori In House che sono ad oggi il 40%, che vuol dire che Autostrade su un lavoro da 5 miliardi come la Gronda può affidare “in casa” a sue società interne 2 miliardi di lavori senza passare da alcuna gara. Questa anomalia tutta italiana e tutta a vantaggio dei concessionari è una vergogna e l’Europa voleva venisse modificata nella concessione ad Autostrade

- veniva anche inserito, a fronte della proroga, il divieto di aumentare oltre l’inflazione, i pedaggi autostradali, difendendo gli utenti di tutta Italia anzi europei dai balzelli a cui ormai siamo abituati con le autostrade più care del mondo!

- poi altri punti minori che comunque non erano graditi al concessionario.

Ed infatti miracolosamente dal Mit, presumo conoscendo bene tutti gli attori, le prescrizioni che sarebbero arrivate dall’Europa, a Governo scaduto, esce in fretta e furia l’autorizzazione a fare la Gronda alle condizioni contrattuali superfavorevoli per il concessionario, della vecchia concessione e quindi con il 40% in house che consegna a Autostrade lavori per circa 2 miliardi senza gara.

Io resto convinto che siamo davanti ad una farsa che grava sulle spalle della gente come della falegnameria espropriata che ora è chiusa e con operai senza lavoro. Quel foro lungo come la Tav, opera gigantesca frutto di mediazioni politiche degli anni 2000, tutto interno alla sinistra, che portò il costo da 1 miliardo della prima versione di Gronda Bassa (approvata nel 91 e poi revocata con penali pagate alle aziende che avevano assegnati i lavori) a oltre 5 miliardi di questo progetto, non è la soluzione praticabile per dare una “tangenziale” a Genova. Questa non vedrà mai la fine, mettiamocelo in testa!

Il Ministero deve riaprire la pratica, deve verificare cosa accadde un anno fa subito dopo l’esito del voto, deve tirare fuori l’autorizzazione a modificare la concessione arrivata dall’Europa verso fine aprile/maggio 2018, leggere le prescrizioni, decidere se recepire le prescrizioni, fermare i finti lavori della Gronda evitare espropri inutili e danni ai cittadini e all’occupazione, rivedere le condizioni superfavorevoli per il concessionario Autostrade evitando i nuovi aumenti dei pedaggi autostradali a tutto il Paese.

Se invece che gli espropri avessero fatto la dovuta manutenzione al Ponte Morandi.......


Maurizio Rossi, Membro commissione trasporti Senato dal 2013 al 2018.