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A Terrazza Colombo focus sul tunnel subportuale con il vicecommissario dell’opera Carlo De Simone che ha fatto il punto su uno dei cantieri più discussi a Genova
6 minuti e 41 secondi di lettura
di Andrea Popolano

A Terrazza Colombo focus sul tunnel subportuale con il vicecommissario dell’opera Carlo De Simone che ha fatto il punto su uno dei cantieri più discussi a Genova e provato a rispondere alle tante domande. A fare gli onori di casa è stato il presidente di Terrazza Colombo Maurizio Rossi che ha sollevato i diversi dubbi legati all'opera: dall'assegnazione della gara ai costi in aumento passando per le criticità legate alla viabilità alla Foce durante gli anni di cantiere che rischia di restare sotto scacco per anni e anni. Il vicecommissario De Simone è stato incalzato dal presidente Rossi e dai giornalisti della redazione di Primocanale che hanno messo sul tavolo tutte le problematiche.

De Simone: "Nessun impatto alla Foce nel primo anno di lavori"

Il vicecommissario De Simone ripercorre le tappe che hanno portato alla decisione di far realizzare il tunnel come ristoro da parte di Autostrade per i danni causati dal crollo del ponte Morandi. "Per noi il tunnel è un'opera molto importante - spiega De Simone -, il cantiere è una parte del futuro di questa città. Il costo per la realizzazione del tunnel è già coperto dal precedente Pef (Piano Economico Finanziario). Le preoccupazioni su Aspi secondo me sono smarcate dalla presenza di una struttura commissariale che vigila affinché Aspi mantenga gli accordi presi". De Simone ricorda il percorso che dovrà fare la talpa (la tbm) chiamata a scavare sotto il porto. Scaverà dal lato di Ponente verso Levante per poi essere smontata e andare a scavare la seconda canna del tunnel. "Per il primo anno alla Foce non ci sarà un impatto rilevante ma servirà per fare delle analisi, cercheremo di interferire sulla zona il meno possibile".  

Gara d'appalto. De Simone: "Certi che ci siano soggetti interessati a fare i lavori" 

Uno dei temi cruciali riguarda la gara d'appalto considerato che c'è il concreto rischio che nessuno si presenti considerato il costante aumento dei costi e il precedente della nuova diga di Genova. "Cosa potrebbe accadere se non si presenterà nessuno?" la domanda del direttore di Primocanale Matteo Angeli. "Sarà una gara a procedura europea, quindi aperta e che prevede la possibilità di partecipare a tutti gli operatori con le caratteristiche previste dalla gara. Dalle verifiche effettuate siamo convinti che ci siano operatori estremamente interessati a poter intervenire e siamo convinti che la progettazione esecutiva e i costi (dell'opera ndr) siano coperti. La gara deve essere indetta da Aspi. L'obiettivo è chiudere entro il 2025 la parte esecutiva e poi avviare immediatamente la procedura di gara con il fine di contenere i tempi di gara nel 2026 per poi avviare i lavori" la risposta di De Simone.

La preoccupazione della Foce

È alta la preoccupazione dei cittadini della Foce. Il progetto prevede anni di lavori con l'eliminazione di circa 150 parcheggi e una viabilità modificata. Su questo Maurizio Rossi più volte ha incalzato De Simone preoccupato per l'inizio di un cantiere che potrebbe restare anche dieci anni. "Non c'è ancora un'azienda interessata ai lavori e già si parla di mettere sottosopra un intero quartiere. E se poi dovessero nascere degli imprevisti durante gli scavi come successo più volte in opere sotterranee?".
"Cercheremo di avere il minimo impatto e la minima interferenza cercando di trovare la soluzione migliore per tutti gli attori - la replica di De Simone -. La stazione di servizio sarà spostata di pochissimo. Abbiamo la palazzina Aci (da abbattere ndr) con la quale abbiamo già raggiunto gli accordi. La sede storica dell'Aci non resterà una cattedrale nel deserto, sarà ripensata la circolazione stradale, in quella zona ci sarà una macchia verde anche con la riqualificazione dei giardini Coco. Per quanto riguarda i parcheggi nell'area del Waterfront sorgeranno oltre 200 posti auto".

De Simone entra nel dettaglio del cronoprogramma. "Parliamo di 5 anni dall'avvio dei lavori che poi saranno effettivamente 4. In questo periodo sarà sempre garantita la circolazione e il flusso dei mezzi. Tecné ha fatto delle simulazioni con uno studio di circolazione fatto sia con la Sopraelevata che con la chiusura della stessa. Quello del futuro della Sopraelevata è un tema che non è stato ancora deciso" commenta il vicecommissario.

La sicurezza nel tunnel

De Simone poi parla della sicurezza del tunnel. Il Comitato Porto Aperto ha infatti sollevato dubbi sull'utilizzabilità dell'opera in casi di allagamenti e alluvioni e la pericolosità legata alla presenza di possibili agenti inquinanti come lo smog che potrebbe concentrarsi in quantità elevate all'interno del tunnel. "Il cantiere in esercizio avrà un monitoraggio altissimo - precisa il vicecommissario -. Saranno installate nuove centraline in grado di rilevare le particelle pm 10, e quelle pm 2,5. Ci saranno anche centraline per il monitoraggio del biossido di azoto. Anche dalla sovraintendenza è stato chiesta un'attenzione massima da questo punto di vista. Sul tema dei possibili allagamenti il consiglio superiore dei lavori pubblici ha chiesto analisi sul potenziale rischio. Sono stati studiate modalità operative utili a tutelare le persone con la possibile chiusura (del tunnel ndr) con semafori e con delle sbarre che vanno ad azionarsi per eventi come questi ma anche per bloccare i mezzi che superano determinate tonnellate. Inoltre il tunnel sarà collegato alla centrale operativa di Aspi che monitorerà".

I flussi di traffico e il futuro della sopraelevata

C'è un altra criticità emersa nel corso della trasmissione. "Tutti giorni la zona della Foce è sotto pressione, basti pensare al traffico che c'è al mattino e nelle ore serali. Come è pensabile che si possa immaginare uno sbocco dentro una strada già bloccata?" il grande punto interrogativo di Rossi.
"Le micro analisi effettuate sono molto precise. Genova è una città che è cambiata molto e ha bisogno di nuove infrastrutture di viabilità e questo non per portare nuovo traffico ma per gestire e smaltire il traffico presente". Poi si entra nel tema del futuro della sopraelevata. L'11 novembre nella commissione municipale l'ingegnere di Autostrade Selleri aveva spiegato pubblicamente che il progetto del tunnel è nato considerando l'eliminazione della Sopraelevata. Oggi De Simone spiega che è un argomento ancora in corso di decisione. "Tutte le opere hanno una loro vita. La sopraelevata è arrivata al suo tempo, un tempo in cui bisogna prendere una decisione. Decisione che può non essere solo quella di abbatterla ma anche quella di rinnovarla. In entrambi i casi il tunnel serve. Nel caso si decidesse di tenere la sopraelevata bisogna considerare che servirà fare una manutenzione e per questo servirà fermare il traffico per poter effettuare i lavori. Senza un'alternativa allora sì ci sarebbe davvero la paralisi della circolazione".

E ancora: "L'opera del tunnel subportuale non è connessa all'abbattimento della sopraelevata. Questo è un tema sospeso che dovrà essere affrontato da tutte le parti interessare. La sopraelevata affronta due tematiche: da una parte gli investimenti necessari per consolidare l'opera da un punto di vista statico e sismico. Abbiamo iniziato a fare degli studi che ci dicono quanto costa intervenire sulla sopraelevata, quanto costa farlo per un solo tratto e quanto costa farlo fino ad arrivare a Stazione Marittima. Questo ci darà un criterio di valutazione".

Uscita Madre di Dio

Ad oggi, spiega De Simone, il progetto del tunnel non prevede la realizzazione dell'uscita all'altezza di Madre di Dio (Casaccie ndr). "L'uscita di Madre di Dio del tunnel ha un impatto che la sopraintendenza ha chiesto di fare una valutazione, valutazione che è in corso. Anche perché l'uscita andrebbe a interferire sulle rampe della sopraelevata perché c'è un tema di compresenza e interferenza tra le due (sopraelevata e ipotetica uscita di Madre di Dio ndr). Bisogna prendere una decisione, per il momento il tunnel non prevede la presenza dell'uscita di Madre di Dio. Ma è un tema su cui siamo aperti".

Chi si occupa della manutenzione del tunnel?

Ipotizziamo secondo il cronoprogramma che nel 2031 l'opera sarà finita con il taglio del nastro e i primi mezzi a transitare. Chi pagherà la manutenzione ordinaria e straordinaria di una struttura ritenuta innovativa e quindi con costi importanti? "L'accordo di ristoro - spiega De Simone - prevede che Aspi si farà carico della manutenzione del tunnel subportuale. Come struttura commissariale con Aspi saremo estremamente rigidi nel far rispettare quanto stipulato".

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