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Porto e trasporti

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GENOVA - Pietro Salini, Ceo di We Build, capofila del consorzio che costruirà la diga, ha definito il progetto di Genova un sogno: "È il sogno di un paese che pensa al futuro, pensa ai nostri figli ma anche a come essere competitivo e a come realizzare le cose che ci servono, quelle che non siamo riusciti a realizzare in passato. Il nostro è un Paese che è cresciuto poco nell'ultimo ventennio, per diverse ragioni: tempo, burocrazia, fondi. Poi vediamo paesi che 30 anni fa erano nulla, nazioni che prima avevano piccoli porti con pescherecci e oggi sono metropoli straordinarie.

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"In una democrazia è un po' più difficile fare quello che hanno fatto loro, ma questa giornata è il prodotto di un iter felice, molti Governi hanno aiutato Genova ad arrivare a questa giornata. Abbiamo una struttura che ha 100 anni qui a Genova, per questo oggi abbiamo bisogno di realizzare questi cambiamenti in tempi brevissimi".

"La fine nel 2026? Certo che ce la faremo, ce la metteremo tutta per ripetere quel miracolo che è stato fatto con il ponte San Giorgio. Come ci siamo riusciti? Ce l'abbiamo messa tutta, ma non solo noi, tutti. Ognuno voleva contribuire a suo modo, anche i genovesi, semplici cittadini, che ogni mattina portavano il cappuccino agli operai".

"Quello di oggi non è solo l'occasione per premere un bottone. Da domani mattina si lavora: abbiamo di fronte una sfida importante, questa diga è fatta in condizioni particolari e quindi diventa una sfida. Ma non è tanto la sfida di Webuild o del Governo o del consorzio, ma è quella di tutti".