Tempo di bilanci sull'anno appena passato per la provincia di Imperia, a Primocanale il sindaco Claudio Scajola tira le somme sul 2025:
Com'è stato il 2025 per la provincia di Imperia? - "Ha sentito i riflessi della crisi mondiale attuale, perché anche i risvolti delle difficoltà che ci sono, per esempio la guerra in corso tra Ucraina e Russia, ha limitato i flussi turistici in un territorio che aveva e accoglieva molti russi, sia come imbarcazioni, sia come persone. Questo è stato un problema che si è supplito in maniera significativa, perché i turisti nella nostra terra sono aumentati, rispetto all'anno scorso, con nuovi flussi che sono arrivati in particolare dalla Francia: i francesi stanno scoprendo che da noi si sta bene e ci sono forse possibilità di stare meglio, di mangiare meglio e di spendere di meno. Dal punto di vista delle cose fatte, si è proseguito nel rendere più accogliente il territorio della mia città: una città più pulita, più autentica nelle sue espressioni per rendere effettivamente gradevole il soggiorno dalle parti nostre.
E' stato un anno di grandi eventi - "Sono due quelli più significativi: quello delle Vele d'epoca, che ha avuto un grande successo e partecipazione di tanti turisti. E poi quello di Olio Oliva, che ha raggiunto il record quest'anno di presenze e di espositori."
Cantieri aperti - "Una città che cresce - prosegue Scajola - con tanti cantieri aperti: abbiamo fatto una pubblicazione dove, con meraviglia di me stesso, colgo che effettivamente abbiamo utilizzato bene 180 milioni di risorse che stanno contribuendo ad un'immagine più positiva della città, a renderla più bella, più pulita, più ordinata, con maggiore appeal nei confronti dei flussi turistici. Dobbiamo risolvere ancora e definire la partenza dei cantieri del porto, ma siamo partiti a fine anno con la gara per dare alcune realizzazioni all'interno dell'ambito portuale a privati, per aprire più cantieri e per riuscire in tempi brevi ad avere un Porto con grande affluenza."
Il porto di Imperia, è l'opera bandiera del suo secondo mandato? "Direi di sì, ma direi già dal primo: se c'è un motivo che mi ha spinto alla fine ad accettare l'invito di tante persone che mi chiedevano di impegnarmi per far ripartire questa città, che era molto trascurata, era di completare e far uscire dalle secche un porto che era sprofondato con un'inchiesta farlocca, con un fallimento della società, dove il Comune fra l'altro era socio con un terzo della proprietà. Riuscire a farlo ripartire è stata una cosa molto impegnativa, ormai siamo all'atto finale: siamo alla gara che con l'assemblea che si fa adesso a fine anno porterà entro il 15 marzo ad avere dei concorrenti che firmeranno contratti per noi per aprire diversi cantieri per il completamento del porto, di un porto che è inserito molto bene nella città."
Ipotesi terzo mandato, ma le piacerebbe veramente? - "Sono cose che non dipendono da me, se non in parte: posso dire che mi sento pieno di energie e credo che il mio apporto possa essere utile. Tutte le cose che abbiamo messo in piedi non potranno essere concluse nei prossimi due anni e mezzo: non so se ci sarà una modifica di legge che possa permettere ai sindaci di avere un terzo mandato, o qualche altro modo per cui si possa essere vicino al completamento di una zona più vasta, cioè il Ponente della Liguria, un territorio meraviglioso e che ha bisogno di fare sistema."
E come si fa sistema? - "Stando meno attenti ai campanilismi, riuscendo meglio a organizzare chi fa cosa in un territorio di 200mila abitanti, che è un rione di una grande città dove meglio si deve programmare insieme lo sviluppo di una terra che è molto ambita. Io l'uomo giusto? Mi pare che il consenso che ho sempre avuto, anche nei recenti ultimi giorni con l'elezione presidente della Provincia e con le assemblee dei 66 sindaci che faccio sovente, considerando un po' l'esperienza, un po' il rispetto nei confronti della mia persona, credo di essere stato e di essere un buon commutatore comune del ponente della Liguria"
Futuro in Parlamento? - "Se uno non si rende conto del momento che vive, vuol dire che non sta bene. Io ho la mia età, ho svolto per vent'anni un ruolo nazionale, di Parlamento, di Governo, di partito nella costruzione di Forza Italia. Credo che oggi il mio ruolo debba essere inquadrato meglio sul mio territorio, dove c'è ancora tanto da fare, dove si può crescere molto. Mi sto dedicando tutt'ora a dare consigli, se richiesto, ad amici. Posso dare i miei consigli su come ci si può muovere in questo momento. Mi fa piacere quando sono ascoltato. Il discorso romano può essere, ma non è nelle mie priorità."
Il ruolo di Forza Italia recentemente sembra moltiplicarsi nella sua importanza a livello regionale. C'è dietro la sua mano? - "Forza Italia è il partito di governo, storicamente, per quello Berlusconi l'ha fondato. È un partito maggioritario che oggi è al lumicino. Penso di poter dire che, invece, chi si rifà ai valori di un'Europa più forte, del garantismo, del moderatismo, del linguaggio di rapporto con le persone, non corrisponda alle percentuali che oggi ha Forza Italia, ancor meno nel nostro territorio. A Genova, che è metà della Liguria, Forza Italia è praticamente inesistente. C'è necessità di avvicinare persone, e non avere paura di avvicinare i più bravi, ma di cercare i più bravi che si possono impegnare in un progetto dove le persone devono contare più delle sigle"
Per funzionare, però, Forza Italia avrebbe bisogno di un mondo meno radicalizzato - "È assolutamente vero, ed è il motivo per cui Forza Italia ha percentuali basse. Se ne esce avvicinando le persone, aprendo e cogliendo la necessità che ci sia effettivamente un discorso maggiormente coeso su un programma di Governo, dove invece assistiamo a una divisione sulle cose da fare che allontana ancora di più la gente dalla politica. Non dimentichiamo mai che il problema più grosso che abbiamo è che più del 50% delle persone non va a votare. E quando noi diciamo che un partito ha il 30%, di fatto ha il 15% degli elettori. C'è il rischio che gli elettori non si sentano più rappresentati da chi oggi li governa a livello nazionale e a livello locale."
Quindi non sono matematicamente rappresentati - "Questa è la sfida, questo il tema su cui mi dedico a far capire le persone con cui mi sento, ci ragiono: c'è necessità di dare una svolta forte, di fare un programma serio di riavvicinamento con la gente."
Le priorità per Imperia - "Per il nostro territorio i problemi grossi erano tre: lo smaltimento rifiuti, che oggi riportiamo a Genova, il trasporto pubblico, il problema dell'acqua. Sono tutti e tre avviati, non si vedono ancora subito i benefici di avere salvato questi tre settori, ma si vedranno nel tempo, quindi sono più ottimista su questo. Attenzione, le economie di scala si fanno mettendo insieme le realtà, quindi condivido questo, ma altrettanto dobbiamo dire che la Regione Liguria è la regione più arretrata come deleghe alla Provincia e ai Comuni. È una regione accentratrice, è la regione più accentratrice d'Italia dopo la Calabria. Dobbiamo invertire questa tendenza perché la Regione deve tornare ai suoi compiti istituzionali, che sono legislativi, di indirizzo e di coordinamento. La gestione la devono fare le province e i comuni.
Cosa ha pensato di questo il Presidente Bucci? - "Lo ha condiviso, ma dobbiamo passare alla pratica" - conclude il sindaco Scajola