IL COMMENTO

Dopo la crisi di governo

Voto o non voto, ma nel 2020 le regionali diventano "politiche"

di Mario Paternostro

mercoledý 21 agosto 2019
Voto o non voto, ma nel 2020 le regionali diventano

O si vota a ottobre, o si vota il prossimo anno o non si vota perchè è nata dalle macerie gialloverdi una nuova maggioranza tra due (ex?) nemici, i Cinquestelle e il Pd. Ma il Pd di chi? Del segretario Zingaretti o del leader risorto, Matteo Renzi? E quali Cinquestelle? I derelitti dell’ex vicepresidente Di Maio o quelli del novissimo leader l’avvocato professor Giuseppe Conte? E se Berlusconi disperato non volesse stare alla finestra a aspettare che Toti e i Cambiatori gli rosicchiassero quel poco di voti rimasti? E se Calenda indignato dall’ipotetica alleanza con gli “orribili” grillini scindesse? E se, e se, e se....

Panorama più nebbioso a agosto nel nostro povero Paese mai vi fu, perchè ci si salvava dal casino naturale della politica italiana con lo stratagemma suberbo dei “governi balneari”.

Oggi non si usano più. E oggi ci si scandalizza se due (ex?) nemici si studiano per verificare se possono fare qualche cosa insieme. Lo fecero magari con piu eleganza dovuta allo stile dei personaggi, democristiani e comunisti, Moro e Berlinguer e chiedo loro scusa se li accosto ai contemporanei.

Dunque nella complicata quotidianità emerge una certezza: che in Liguria il prossimo anno si voterà la nuova giunta e che quel voto ci sara’ sicuramente. E diventerà un voto non soltanto locale, ma importantissimo in ogni caso. Sia che già si sia votato per le politiche a ottobre prossimo, sia che si voti in contemporanea con le regionali sia che non si voti, proprio perche’ c’e’ un governo. In questa ipotesi le regionali liguri si trasformerebbero in un voto sul nuovo governo.

Diventerà importante anche per il quadro di partiti e partitelli che si presenteranno. Con un Giovanni Toti leader di un centro destra moderato e liberale, ma che e’ fedele alla alleanza con Salvini. Un Renzi che probabilmente non sarà più il contraltare di Zingaretti, ma qualche cosa d’altro e un Giuseppe Conte in sella sicuramente a qualche movimento legato ai Cinquestelle. Insomma, sta cambiando tutto.

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