cultura

Se non si trova un ambiente chiuso torneranno in Grecia
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Opere straordinarie, lavori monumentali, fatica maestosa, passione indescrivibile. Sintesi delle sculture in legno prevalentemente di ulivo realizzate in decenni di produzioni da Gianfranco Timossi, ex macellaio oggi artista di Campoligure. Una storia estrosa nata a Rodi dove sono state ideate le creature ispirate alla mitologia greca trasferite poi a proprie spese nel paese d’origine, Campoligure, quando il protagonista decide di far rientro in patria.

Qui poi la collocazione sotto il castello del paese nonostante l’ambiente sia aperto e quindi esposto a pioggia, neve o sole: "Servirebbe un sito chiuso, ma per queste dimensioni è quasi impossibile. Certamente non lo troviamo in Vallestura" dice Timossi. 

I volontari della locale associazione contadina provano a contrastare la natura con impregnante e ingenti quantità di materiale conservativo. Tuttavia è una battaglia dura, ardua, probabilmente impossibile. Il contrasto con il crocefisso custodito all’interno dell’oratorio è impressionante. Ma il sindaco di Campoligure dichiara: "Questo è il massimo che si poteva fare".

E intanto a Rodi si fanno avanti per richiedere le statue qualora la Liguria non trovasse a breve un ambiente chiuso.

A sorprendere qui è la molteplicità di volumi. Un’arte in grado di conquistare anche chi arriva da fuori. Non solo filigrana, ma anche castello a Campoligure. E a conclusione della visita risulta impossibile non imbattersi in quelle realizzazioni che secondo l’autore non potranno avere un proseguimento. Risposta diretta quando chiede se giovani artisti d’oggi siano in grado di emulare tali sculture: "E' un mestiere che muore".