PORTI E LOGISTICA

Servono opere stradali per mitigare l'impatto di Apm sul territorio. Il sindaco: "E' l'ultima chiamata"

Vado rischia di restare paralizzata dalla nuova piattaforma, la Regione corre ai ripari

di Matteo Cantile

mercoledý 09 ottobre 2019
Vado rischia di restare paralizzata dalla nuova piattaforma, la Regione corre ai ripari

VADO LIGURE - “L’ultima chiamata”: l’ha definita così il sindaco di Vado, Monica Giuliano, che per settimane ha fatto salire il livello della tensione sulle opere compensative che il suo comune pretende, a ragione, in cambio dell’apertura del nuovo terminal Apm. Che per l’economia locale è indubbiamente una buona notizia che deve però essere accompagnata da una serie di infrastrutture che ne limitino l’impatto sulla viabilità e sulla vita degli abitanti.

E le istituzioni, dopo una serie di scambi a mezzo stampa abbastanza pepati, hanno risposto e questo mercoledì il presidente della Regione Giovanni Toti, l’assessore regionale ai Porti Andrea Benveduti e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Paolo Emilio Signorini si sono presentati in città per fornire rassicurazioni e spiegare i progetti.

“Questa è un’occasione che non possiamo lasciarci sfuggire – spiega a Primocanale il sindaco Monica Giuliano – sviluppare un’infrastruttura in modo corretto è essenziale per tutti”. Il comune chiede che non solo le opere a mare vengano ultimate con la massima cura ma anche, soprattutto, dal loro punto di vista, quelle a terra, che daranno modo alle aziende e agli abitanti di convivere serenamente con la nuova piattaforma.

Toti, Benveduti e Signorini hanno annunciato un serrato cronoprogramma che, ha insistito molto il sindaco, “deve essere rispettato in ogni suo punto”.

A vigilare sull’intero piano sarà il presidente della Regione Toti: “La piattaforma di Vado aprirà il 12 dicembre ma entrerà a regime per gradi – spiega il Governatore – si tratta di un’importante opportunità sia per il territorio che, più complessivamente, per la regione”.

Per approfittarne senza danni al territorio, però, sono necessari molti interventi: la messa in sicurezza dei due fiumi che insistono sull’area, la viabilità alternativa, la strada a scorrimento veloce. “Abbiamo chiesto a tutti tempi rapidissimi – dice Toti – ci siamo già dati un nuovo appuntamento per la metà di novembre e contiamo, all’apertura, di avere già iniziato parte dei lavori”.

Pace fatta, o quasi, tra l’assessore Benveduti e l’Autorità Portuale: il responsabile ligure dei porti aveva duramente polemizzato sulla lentezza con cui il territorio stava ricevendo risposte, ora è stato fatto un passo avanti. “Mi rendo conto della complessità delle normative – dice - non è sempre facile mettere le cose a posto in tempi rapidi. Credo che da oggi siamo tutti pronti a remare nella stessa direzione”.

Il presidente del Porto, Signorini, spiega le opere nel dettaglio: “Il cronoprogramma si svilupperà nei prossimi due, tre anni, nella cabina di regia che apriremo a novembre suggelleremo il piano in modo ufficiale. Nella prima fase, entro il 2023, sistemeremo la viabilità di via Trieste e renderemo operativa la strada di scorrimento veloce che collega il casello di Savona con la piattaforma. Nei tre anni successivi, dovremo realizzare il casello di Bossarino e individuare almeno due aree polmone per fare fronte al possibile congestionamento veicolare. Nel frattempo sarà avviato il nuovo parco ferroviario”.

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