cultura

Lunghi applausi in sala per la prima
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Gli scherzi di quattro amici squattrinati che si nutrono della propria arte, l’amore a prima vista tra Rodolfo e Mimì, le continue schermaglie tra Marcello e Musetta, la gioia della vigilia di Natale nonostante il freddo di Parigi e la povertà. Il tutto in uno scenario da fiaba, grazie alle rispolverate scenografie del genovese Francesco Musante, che ricordano quelle di un carillon. Ancora una volta Bohéme si conferma l’opera natalizia per eccellenza e a confermarlo sono stati i lunghi applausi di una calorosa platea al Carlo Felice.

Del resto Rodolfo e Mimì sono una delle coppie più celebri nella tradizione operistica.
“Quando la vedo mi innamoro subito, basta uno sguardo: del resto l’animo del poeta è molto sensibile, o almeno io il mio Rodolfo me lo immagino così”, spiega un entusiasta Stefan Pop, tenore che veste i panni del protagonista. “Io credo che nonostante Mimì sia malata abbia una grande voglia di vivere e di far parte del gruppo, poi purtroppo tutti i personaggi sono costretti a crescere e maturare a causa della sua morte”, commenta il soprano Rebeka Lokar, che dopo “Il Trovatore” resta al Carlo Felice ancora per questo allestimento.

Difficile riuscire a non commuoversi per la morte di Mimì, anche grazie alla straordinaria musica di Puccini, prima allegra e spensierata come i due innamorati, poi dolce e malinconica. Ma in cartellone non poteva mancare anche il balletto e un concerto in vista delle feste. “Torna il balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo con una scintillante ‘Cenerentola’ e poi ci sarà il tradizionale concerto di Capodanno”, ricorda il sovrintendente Claudio Orazi. “Ci rivediamo a gennaio 2020 con il ‘Barbiere di Siviglia’”.