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Uisp, lo sport Ŕ terzo settore

venerdý 28 febbraio 2020
Uisp, lo sport Ŕ terzo settore

GENOVA -  Lo sport sociale e per tutti Uisp rappresenta un pilastro del terzo settore: è stato ribadito nel corso del Consiglio nazionale Uisp che si è tenuto sabato 22 febbraio a Firenze. Lo ha fatto Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, nella sua relazione introduttiva e lo hanno confermato gli interventi successivi. Una fisionomía, quella dell’Uisp, di associazione di promozione sociale oltre che di promozione sportiva.

Le due identità possono convivere? Certamente sì, anzi si alimentano l’una con l’altra in quanto la legge sul terzo settore ne ha definito gli ambiti di competenza. Tra i quali, per l’appunto, c’è anche lo sport sociale in quanto attività di interesse generale. Concetti che sono stati dettagliati nel suo intervento dall’avvocato tributarista Gabriele Sepio, che è stato coordinatore del tavolo tecnico-fiscale per la riforma del terzo settore presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. “Si tratta di portare avanti un’operazione verità, soprattutto nel mondo dell’associazionismo sportivo, per sconfessare alcune fake news che si sono diffuse senza alcun ancoraggio normativo ma soltanto per la disinformazione di chi le ha diffuse - ha spiegato Sepio - l’Uisp avrà grandi responsabilità e opportunità in futuro, soprattutto nell’interazione con le istituzioni, in quanto rete associativa nazionale”.

“In fondo, molti dei concetti ripresi e spiegati da Sepio – ha sottolineato Tiziano Pesce, vicepresidente nazionale Uisp - non sono altro che la traduzione normativa di molte delle richieste che la nostra associazione indirizza da tempo al sistema politico-istituzionale e al sistema sportivo: trasparenza, rendicontazione e valutazione del lavoro svolto; riconoscimento del valore sociale dello sport; possibilità di innovare il sistema delle discipline sportive mettendo al centro la persona e non la prestazione assoluta”.

“La storia dell’Uisp dimostra che creiamo costantemente opportunità nuove di socialità, salute, benessere e diritti attraverso lo sport - ha detto Manco - questo comporta una continua ricerca da parte nostra di proposte ed attività che siano dalla parte dei bisogni delle persone e dei territori. Anche in termini di partecipazione e di rappresentanza. E, necessariamente, comportano un progressivo distacco culturale dal rigido modello del Coni. Per questo guardiamo con significativo interesse alla nuova stagione di riforme che si è aperta nello sport e nel terzo settore. Questo ci sta portando ad essere sempre di più interlocutori credibili per istituzioni nazionali e territoriali che guardano alle politiche pubbliche per salute, benessere, coesione sociale, ambiente, educazione”.



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