CRONACA

Arrestato alla Spezia: aveva raccolto 3,5 milioni per sperperali in macchine e viaggi

Trent'anni dopo Mugnai ecco Alex Fodde: il finto broker che truffava risparmiatori per girare in Ferrari

domenica 30 giugno 2019



LA SPEZIA - Gli spezzini, evidentemente, la storia di Tiziano Mugnai non la ricordavano più: così, Alex Fodde, giovane 'yuppie' che con Mugnai condivideva professione e stile di vita, ha potuto replicare, trent'anni dopo, una colossale truffa ai danni di ignari investitori che gli hanno affidato i risparmi sperando di moltiplicarli. 

Ma, come nel celebre caso di fine anni ottanta, anche Fodde, appassionato di Ferrari, champagne e grand hotel, quel denaro lo teneva per sé. E per questo è stato arrestato dagli agenti del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di finanza, grazie a un decreto emesso dalla Procura della Repubblica della Spezia e convalidato dal Tribunale di Como su segnalazione della Consob relativa a operazioni di abusivismo finanziario.

L'uomo, spacciandosi per un broker finanziario di successo, prometteva ai risparmiatori possibilità speculative a "rischio zero" per ingenti guadagni, presentandosi come amministratore di un importante fondo di investimenti svizzero che millantava di aver raccolto da investitori di tutto il mondo 850 milioni di euro.

Fodde, grazie alle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica spezzina ed eseguite dagli investigatori del Nucleo Speciale Polizia Valutaria con i colleghi della locale Sezione di polizia giudiziaria, aveva diffuso false notizie sul web, attraverso articoli a pagamento mascherati da finte interviste che lo dipingevano come un "Enfant Prodige" della finanza, nonché ostentando un elevatissimo tenore di vita. Nel giro di poco più di tre anni, il sedicente broker è riuscito a raccogliere dagli ignari risparmiatori truffati almeno 3,5 milioni di euro, in gran parte poi dissipati, effettuando ingenti spese personali, puntate al Casinò, noleggi di auto di lusso, soggiorni presso costose catene alberghiere, cene in ristoranti stellati, acquisti di gioielli e costose serate presso famosi locali notturni della Versilia.

Le truffe - che hanno interessato gran parte del Nord Italia (Liguria, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia), la Svizzera e il Principato di Monaco - sono state agevolate dalla collaborazione di procacciatori che cercavano e convincevano i clienti a sottoscrivere i fittizi programmi di investimento ideati dall'uomo, ricevendo da quest'ultimo provvigioni per l'attività svolta. Allo stato, l'indagine viene condotta dall'autorità giudiziaria spezzina per i reati di truffa aggravata, abusiva attività finanziaria e autoriciclaggio. Sono in corso specifiche procedure, anche di collaborazione internazionale, per il recupero dei proventi illeciti conseguiti.

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