CRONACA

Rabbia per la gestione della linea Acqui-Ovada-Genova

Treni, pendolari in rivolta: "Il biglietto aumenta, il servizio peggiora"

domenica 25 gennaio 2015

Scoppia la rabbia dei pendolari dei treni liguri. Dopo il rischio isolamento per Bordighera con il taglio delle fermate dell’Intercity a partire da aprile, ecco i disagi sulla linea Genova-Acqui Terme. E intanto potrebbe finire al Tar del Lazio la battaglia dei rincari ingiustificati per gli abbonamenti ai treni interregionali.


CAMPO LIGURE - Ennesima ondata di disagi e ritardi per i pendolari della tratta ferroviaria Acqui Terme - Ovada - Genova. Dopo la nevicata che ha colpito le valli Stura e Orba, le temperature si sono abbassate, è arrivato il ghiaccio e gli scambi ferroviari ne hanno patito le conseguenze. Ancora una volta, durante un'emergenza climatica, chi viaggia con Trenitalia è costretto a fare i conti con i disservizi: per due giorni consecutivi ritardi e disinformazione sono andati di pari passo. I passeggeri sono rimasti sulle banchine delle stazioni ad aspettare treni in ritardo, spesso nemmeno annunciati.

Poche ore dopo la nevicata, già il primo treno della mattina in partenza alle 05.20 da Acqui Terme ha accumulato mezz'ora di ritardo e la situazione è ulteriormente peggiorata con il passare delle ore: i treni arrivavano a destinazione con un ritardo che oscillava tra i 20 e i 48 minuti. Il treno delle 07.02 in partenza da Genova Brignole è stato soppresso e sostituito con un treno partito alla volta di Acqui Terme dalla stazione di Sampiedarena con 40 minuti di ritardo. Non è andata meglio a chi oggi ha viaggiato sulla stessa tratta: in mattinata ci sono stati altri casi di soppressione e ritardo.

 Non è la prima volta che gli abitanti della Valle Stura sono costretti a fare i conti con i disagi creati da Trenitalia, da tempo persistono gravi problemi che ancora non hanno trovato soluzione. La linea Acqui - Genova attraversa un territorio fragile, che negli ultimi mesi del 2014 è stato colpito da due alluvioni. In seguito, molte frane si sono abbattute sui binari della tratta e il servizio è stato più volte interrotto.  Così i pendolari hanno di nuovo preso l'iniziativa e, come già aveva fatto nel 2011 l'associazione Pendolari dell'Acquese, hanno avviato una raccolta firme on line e cartacea per intentare una class action contro Trenitalia. Sull'onda della rabbia e dell'indignazione molti sono stati coinvolti, ma dopo poche settimane l'interesse per la causa è scemato e i pendolari sono tornati a rifugiarsi nella rassegnazione.

Ogni volta si ricomincia da capo: gli orari previsti dalle tabelle di viaggio non sono rispettati e l'esasperazione prende il sopravvento. Ad aggravare la situazione arriva l'ormai imminente chiusura temporanea della linea. A dicembre del 2015 il servizio verrà interrotto per 18 mesi per consentire i lavori al nodo ferroviario di Sampierdarena: non è ancora previsto nessun servizio sostitutivo per garantire ai pendolari la possibilità di usufruire del trasporto pubblico anche durante quel periodo.

 L'assessore ai Trasporti Enrico Vesco aveva già fissato due incontri in Valle Stura a ottobre e a novembre dello scorso anno, rimandati a causa dell'emergenza maltempo. L'assessore è stato nuovamente invitato a visitare la valle per discutere le possibili soluzioni ai disagi dei pendolari, ma non c'è stata risposta. A fine 2014, una delegazione del comitato difesa trasporti Valle Stura e Orba lo ha incontrato per parlare della situazione di precarietà, che ogni giorno vivono i pendolari della tratta: "Ci ha assicurato che la linea è sicura, ma appena piove ti chiedi: 'Chissà dove cade la frana questa volta' - dice Fabio Ottonello, membro del comitato -, vorremmo continuare a fare pressione sulla Regione, affinché la nostra linea migliori. Il prezzo del biglietto è aumentato più volte, ma il servizio è sempre meno affidabile". 

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