CRONACA

Il presidente della Regione a 360 gradi

Toti a Primocanale: "Inaccettabile non conoscere reale situazione di pericolo delle gallerie"

marted́ 30 giugno 2020



GENOVA -  Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti intervistato a Primocanale dal direttore Andrea Scuderi parla a 360 gradi del caos autostrade, di politica, del nuovo ponte di Genova e di Coronavirus. Sul primo punto il governatore chiede chiarezza ad Autostrade e al ministero dei Trasporti per quanto riguarda il piano di lavori e la necessità di conoscere quella che è la reale condizione delle infrastrutture autostradali della Liguria .

Presidente Toti, il disastro autostrade ormai è cronaca di tutti i giorni. Dopo l’ordinanza di ieri ha avuto risposte dal Mit e da Autostrade?

"Non è arrivata nessuna risposta. Ho letto da alcune agenzie che il ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli è tornata a parlare di un piano che prevede la chiusura dei cantieri entro la data del 10 luglio. Non ci preoccupa il piano dei cantieri ma quello delle ispezioni. Sulla data non possiamo confermare. Mi auguro che nelle prossime ore ci arrivi la comunicazione del via libera a quello che abbiano chiesto nell'ordinanza. Abbiamo chiesto solo ragionevolezza per quando riguarda il piano dei lavori".

Ciò che spaventa ora forse più di ogni altra cosa è che la fine dei lavori non è prevista a giorni, a metà luglio. Ma nella realtà dei fatti si parla di mesi di ispezioni, cantieri e code. Con l’economia in ginocchio.

"Abbiamo chiesto un piano che ci permetta di dilazionare nel tempo i lavori. Di fare subito quelli urgenti mentre quelli meno urgenti in un secondo momento Non è accettabile che la Regione non conosca la situazine di pericolosità delle gallerie delle autostrade".

Ha detto che ha litigato con l’amministratore delegato di Autostrade Tomasi. Quali sono le risposte che le hanno fatto perdere la pazienza?

"Non si possono dare le colpe dei padri ai figli. Chiedo ad Autostrade di essere chiaro con il ministero dei trasporti. Autostrade si sta adoperando a mettere in opera un piano che sta comportando tutto quello che vediamo. C'è bisogno che tutti si assumano la propria responsabilità e che ci sia un piano cadenzato nel tempo e sulla base del rischio. Se una galleria può essere ristrutturata a settembre che venga fatto a settembre".

Pare il momento delle azioni legali: da Arenzano a Rapallo, fino a Ronco Scrivia. Anche i sindaci ora sono sul piede di guerra. Sembrano un po’ più distanti i parlamentari. Al di là del colore politico, non le sembra che a Roma non ci sia l’attenzione dovuta su questa grave emergenza?

"Oggi il consiglio regionale ha discusso proprio su questo punto. Stiamo chiedendo che tutti i partiti spingano nella stessa direzione. Vi sembra normale che dopo 30 anni che non si fa nulla, due anni dopo la tragedia di ponte Morandi e un inverno di lockdown, la Liguria e migliaia di lavoratori che si rimboccano le maniche per ripartire vengono bloccati?

Per quanto riguarda i parlamentari bisogna tenere presente che c'è un pezzo importante di loro che appoggia l'attuale governo. Chiedo a loro un aiuto per sbloccare la situazione".

Potenziamento dei collegamenti ferroviari una delle soluzioni per mitigare i danni. Ma ci sono due problemi: i treni sono spesso sovraffollati e in tempo di Covid non è una cosa buona. Difficile aumentare le corse perché anche qui la Liguria è in ritardo sui potenziamenti infrastrutturali. Dunque?

C'è un problema storico in Liguria sotto questo punto di vista, un problema che la politica (nazionale ndr) affronta in modo timido. Aspettiamo da anni diverse opere ritenute strategiche per il nostro territorio. Vedo che c'è grande confusione sotto il sole. Ricordo la visita della De Micheli a novembre scorso dopo lì'ondata di maltempo e il crollo del viadotto sulla A6 dove programmammo un piano per le infrastrutture della Liguria, di quel piano si è persa completamente traccia.

Genova si sta preparando a un appuntamento importante. L’inaugurazione del nuovo ponte. Lasciando per un attimo da parte le questioni legate ad Autostrade. Il passo indietro su quella che rischiava di diventare una festa non accettabile per i familiari delle vittime, è stato un gesto di saggezza o un sacrificio?

"Ai familiari delle vittime della tragedia di ponte Morandi è sempre stato riconosciuto il loro ruolo, chi perde un familiare in una tragedia che vede un'inadempienza sulla gestione de ponte ha sempre la prima considerazione. Penso che una cerimonia ci sarà, ci sarà il capo dello Stato, ci saranno le frecce tricolori. E' un successo, si è inaugurato il World Trade Center. sarà una cerimonia che terrà i toni consoni di un ponte che nasce dal crollo del Morandi e dalla sua tragedia. Nessuno ha mai pensato a nani e ballerine sopra il ponte. La burocrazia è complessa ma quando ci si mette al lavoro tutti assieme è giusto riconoscere il lavoro fatto".

Il covid fa ancora paura? Chi teme fortemente la seconda ondata in autunno. Chi smorza le paure come il professor Bassetti. Lei è stato tra i primi a chiudere, e tra i primi a voler riaprire. Si sente sicuro sul non ritorno del Covid?

"Siamo stati i primi a chiudere quando bisognava chiudere. La nostra sanità ha fatto un lavoro eccezionale. Il virus fa meno paura, è sotto controllo, è stato fatto un grande lavoro di tracciamento e prevenzione. La gestione delle rsa in Liguria è stata tra le migliori d'Italia. Noi stiamo agendo con grande prudenza, ancora oggi molte nostre rsa non sono aperte ai familiari. Abbiamo messo a punto con Liguria Digitale un sistema di comunicazione con i tablet, ma non è la stessa cosa ma stiamo cercando di proteggere le persone che si trovano all'interno di queste strutture".

Avrebbe voluto essere in campagna elettorale ora? Il nome di Aristide Massardo in questo momento sembra il candidato che potrebbe mettere insieme tutto il centro sinistra. Da Italia Viva alla sinistra. Il percorso è ancora tortuoso. Ma se stanno tutti insieme, potrebbe essere più complicato…

"No anzi, se dovessimo fare riferimento a quel mondo totalmente inefficace che mette insieme da Burlando a Renzi, da Paita al M5s che si è trasformato in un partito un po' di protesta e un po' di governo, un partito dei no. Mi chiedo cosa sarebbe successo se tutto quello che abbiamo affrontato noi in questi anni con le precedenti amministrazioni".

Invece nel centro destra quali sono i confini? Le spine sembrano essere soprattutto a ponente. Dove con Claudio Scajola il rapporto sembra non essere definito. Sta alzando la posta? La situazione sembra strana con il sindaco di centro sinistra Biancheri a Sanremo che sembra molto più vicino a lei di quanto non sia proprio il sindaco di Imperia.

"Con Scajola ci siamo visti per parlare del suo porto, non abbiamo parlato di politica, ma c'è un rapporto istituzionale di correttezza, esattamente come quello che c'è con Biancheri che non lo ritengo di sinistra quanto più un'espressione di un movimento civico. Penso che molti sindaci di questo territorio anche se arrivano da una storia diversa dalla mia oggi guardano con simpatia questo modello di Liguria che abbiamo creato. Con Scajola ci accomuna una militanza nell'area del centro destra. Francamente non lo vedo alleato con i grillini o i giustizialisti della sinistra".

"C’è stato un vertice di maggioranza. C’è da aggiornare la legge elettorale. Prenderete quello che viene imposto da Roma? Oppure sarà l’occasione per togliere il famigerato listino?

"Il ministro Boccia ci ha scritto che la nostra legge che risale agli anni '60 non prevede attualmente la preferenza di genere e che avremmo dovuta inserirla sennò sarebbe dovuto intervenire il Governo. La preferenza di genere credo sia giusta. Il listino non fa parte del mio dna politico e ho chiesto ai miei collaboratori più stretti di non partecipare al listino, la lista Toti non avrà dunque nessuno nel listino e credo che anche la Lega e gli altri partiti della coalizione stanno ragionando su questo. Dopodiché è una discussione che devono fare le forze politiche e non il governatore Toti".

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