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Intanto l'opera accumula ritardo e nessuno lavora al quadruplicamento Tortona-Milano

Terzo Valico, 100 milioni hanno bloccato i lavori ma Rfi non ha affrontato il problema

di Maurizio Rossi*

lunedì 30 agosto 2021
Terzo Valico, 100 milioni hanno bloccato i lavori ma Rfi non ha affrontato  il problema

GENOVA - E’ bene che siano chiare le motivazioni che hanno portato al blocco dei lavori del Terzo Valico, con l’impresa Pizzarotti che ha fermato il cantiere e messo in Cassa integrazione i lavoratori.

In ballo ci sono circa 100 milioni di “varianti o modifiche tecniche”, due termini che a seconda di quale venga riconosciuto determinano chi debba accollarsi il rilevante importo

Ricordiamo chi sono i soggetti in campo:

COCIV, controllato interamente dal gruppo Salini WeBuild, General Contractor di tutta l’opera per un importo di 4.4 miliardi di euro;

PIZZAROTTI , società specializzata in costruzioni che sta scavando il tratto, oggetto del blocco, a due canne tra Sestri e Voltaggio dopo aver vinto l’appalto di Cociv da circa 240 milioni,;

RFI (Rete Ferroviaria Italiana) interlocutore per parte pubblica di Cociv;

ITALFERR incaricata della “direzione lavori e alta sorveglianza”, proprietà di Ferrovie dello Stato;

COMMISSARIO MAUCERI, nominato dal Governo, che ha il compito di intervenire per superare i momenti più complessi, proprio come questo.

L’impresa Pizzarotti sostiene che lo scavo che sta effettuando sta incontrando problematiche inaspettate. I sondaggi fatti sul terreno, che risalgono al 1992, non avevano previsto che si sarebbe trovata una tipologia di roccia talmente dura che costringe a procedere a rilento, utilizzare centine molto più dure e resistenti. Il tutto con tempi rallentati, anche per rispettare la sicurezza che modificherebbero in modo sostanziale il costo dell’appalto.

Cociv, che è l’interlocutore di Pizzarotti, sostiene che questi imprevisti condizioneranno anche la parte successiva dei lavori e a sua volta chiede, sin da inizio anno, a Rfi di riconoscere un importo che viene quantificato in circa 100 / 120 milioni.

Italferr, soggetto che controlla i lavori per il Governo, riconosce, a quanto risulta, la problematica ma sostiene che nulla è dovuto a Cociv in quanto non si tratta di “variante” ma di “modifica tecnica” e pertanto, se così fosse, non darebbe alcun diritto di integrazione contrattuale a Cociv che invece dovrebbe riconoscerla a Pizzarotti.

Il cantiere è ora bloccato, e già oggi dovrebbe tenersi un incontro tecnico a Roma tra i vertici di Cociv e Rfi nella persona della Ad Vera Fiorani.

Poi ci sarà anche l’incontro, domani, tra la Viceministro Bellanova e il Commissario Mauceri ma, nonostante la buona volontà della Viceministro il tema qui è molto tecnico, quello della “responsabilità” di quale sia il soggetto tenuto a riconoscere, in parte o in tutto, i 100 milioni di differenza richiesti da Cociv a Rfi.

Il rischio è un lungo blocco dei lavori sapendo che Pizzarotti comunque ha fermato il cantiere che sembrava comunque già in forte ritardo.

Se poi si arrivasse ad una rescissione del contratto da parte di Cociv verso Pizzarotti si potrebbe entrare in un contenzioso che potrebbe durare anni.

E comunque non dimentichiamo mai che oltre al Terzo Valico manca l’indispensabile quadruplicamento Tortona Milano di cui parlo dal 2015, quando ero in membro della commissione ottava del Senato, senza il quale scordiamoci qualsiasi treno anche a media velocità.

*Maurizio Rossi, membro commissione ottava del Senato XVII legislatura




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