cultura

Dopo la sentenza che apre al trasferimento verso il nosocomio genovese
1 minuto e 14 secondi di lettura
"La piccola Tafida arriverà in Italia, un'ottima notizia che ravviva quella che San Giovanni Paolo II chiamava 'l'eccezione italiana' rispetto alle derive mortifere e relativiste presenti negli altri Paesi dell'Europa Occidentale. I giudici inglesi hanno riconosciuto il diritto della bambina ad essere curata e accudita, una sentenza che apre le porte al trasferimento all'ospedale Gaslini di Genova e che disconosce le intenzioni del Royal London Hospital che avrebbe voluto interrompere le cure vitali contro la volontà dei genitori di Tafida". Lo dichiara in una nota Massimo Gandolfini, leader del Family Day.

"Dopo i casi di Charlie Gard e Alfie Evans nel Regno Unito si presenta un nuovo caso di abbandono terapeutico, che è frutto di un sistema sanitario che scarta le fragilità per alleggerire i bilanci della spesa pubblica. Anche l'Italia rischia di mettersi su questo piano inclinato come dimostra il recente caso della donna di 62 anni in stato vegetativo a Roma, morta a seguito dell'interruzione delle cure vitali malgrado non abbia mai indicato questa volonta' in un bio-testamento. La decisione dei medici è stata infatti avallata solo dalla raccolta dei pareri di alcuni parenti, che avrebbero ricostruito le intenzioni della donna", prosegue Gandolfini.

"L'eventuale legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito sarebbero un ulteriore passo verso la deriva mortifera del nostro sistema sanitario, che il popolo italiano non puo' e non vuole permettersi. Questa l'Italia che vogliamo: che sappia rispettare la vita dal concepimento alla morte naturale", conclude Gandolfini