CRONACA

Le immagini dello scorso 4 ottobre ritraggono un ragazzo simile a Bouhlel

Strage di Nizza, il killer alla manifestazione dei No Borders a Ventimiglia

giovedý 28 luglio 2016
Strage di Nizza, il killer alla manifestazione dei No Borders a Ventimiglia

VENTIMIGLIA - Mohamed Bouhlel, l'uomo che il 14 luglio scorso ha ucciso 84 persone sulla Promenade des Anglais a Nizza, avrebbe preso parte a una manifestazione dei No Borders a Ventimiglia. Ad anticipare la notizia è stato il quotidiano Libero, ma la possibile presenza dell'attentatore a Ventimiglia è documentata anche in un video realizzato dalle telecamere di Primocanale. Nelle immagini del presidio del 4 ottobre scorso davanti alla stazione ferroviaria della città di confine si può osservare infatti un ragazzo con un giacca rossa e una camicia verde. i tratti somatici soono molto simili a quelli dell'attentatore di Nizza.

Resta da capire se il giovane immortalato dalle immagini sia davvero Bouhlel. Ma intanto la notizia ha già infiammato il dibattito politico, con il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che ha twittato: "Il killer di Nizza era a Ventimiglia a una manifestazione per i migranti. C'è ancora qualcuno che difende l'accoglienza indiscriminata?". La Lega Nord Liguria chiede invece "maggiori e ferrei controlli non solo sugli stranieri irregolari, ma anche sui loro fiancheggiatori alla città di confine"

Nessuna replica è arrivata al momento dai No Borders, nonostante siano stati sollecitati sulla loro pagina Facebook (che raccoglie oltre 12 mila Mi Piace) a fornire delle risposte sulla vicenda. "Possiamo avere chiarimenti in merito?" ha chiesto una ragazza postando il link di un articolo che riporta la notizia. Niente: passano le ore ma dai No Borders non giungono risposte.

Le prossime ore serviranno a fare luce sull'identità del ragazzo della foto. Quel che è certo è che la presenza di Bouhlel a Ventimiglia nel 2015 è già stata accertata. L'uomo era stato infatti identificato alla frontiera di Ventimiglia ed era stato fatto passare in quanto non schedato come soggetto potenzialmente pericoloso. I detective italiani subito dopo la strage hanno avviato accertamenti per capire se il tunisino avesse avuto contatti in Italia. Ora queste immagini, a loro modo inquietanti.

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