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Nella gara di domani panorami e gastronomia senza eguali

Ciclismo, ecco il Giro dell'Appenino: strade gloriose da esportare nel mondo

di Gilberto Volpara

venerd́ 18 settembre 2020
Ciclismo, ecco il Giro dell'Appenino: strade gloriose da esportare nel mondo

GENOVA -  Dunque, la corsa di Pontedecimo, tornata quasi al prestigio di 20 anni fa, con l’entusiasmo del neo presidente Enrico Costa e la devozione delle decine di volontari, perché non può innalzarsi a elemento identitario di due valli con tutti i contesti promozionali del caso? Succede in molti ambienti dell’Europa centrale che hanno reso la giornata di gara un vero e proprio evento monetario: la Bocchetta e dintorni dovrebbero solo copiare rilanciando con lo stile d’entroterra. In fondo, era lo spirito genovese dei nonni mercanti.

E così, anche, una novità, solo apparentemente marginale, come quella del basilico dop genovese, offerto dalla società agricola Calcagno Paolo di Celle Ligure, assieme ai tradizionali fiori, sul podio di piazza De Ferrari, rappresenta un avvicinamento all’esaltazione locale che deve essere amplificata da organizzatori e politica.

Come, cosa e dove va totalmente studiato, ma in modo deciso e rapido. Forse, la parola museo non risulta più adeguata per rispondere a un’esigenza di costante dinamismo relativo a un evento storico, capace di adattamento e modifiche alle varie epoche. Innegabile, però, che quel patrimonio di cultura popolare non possa andare disperso o restare ancora silente. In sostanza, c’è un pacchetto che va venduto.

Le Fiandre sono irraggiungibili e le Strade Bianche di Siena hanno dietro la potenza mediatica di Rcs e Gazzetta dello Sport? Ma perché una corsa che mette insieme eccellenze internazionali di livello economico, come Elah Dufour, a panorami mozzafiato, con vista mare, non può vantare medesime ambizioni

Questione di vision, direbbe il sindaco Marco Bucci che, va riconosciuto, per il Giro si è speso in prima persona anche se, ora, sta passando un unico e irripetibile treno: farne un marchio promozionale. Ciclismo è enogastromia, territorio, paesaggi.Ovvio, fondamentale il supporto video. Ma tra Genova e Serravalle, gli ingredienti per la festa ci sono tutti. Manca solo la giusta convinzione.

Nell’ultimo quarto di secolo la caratteristica tecnica dell’Appennino era diventata sinonimo di vetrina per giovani in rampa di lancio, da lì a poco, sulla ribalta internazionale: emblematico il caso di Giulio Ciccone, vincitore 2018 dell’Appennino, maglia gialla al Tour 2019 per due giornate e ora compagno di Vincenzo Nibali: il fuoriclasse più rappresentativo d’Italia già trionfatore a Pontedecimo nel 2009 in maglia Liquigas. I pronostici di un’annata 2020, tutta speciale, invece, indicano possibili vittorie anche di firme già affermate.  

  Il tracciato dell’edizione numero 81 ideato dall’Unione Sportiva Pontedecimo, fresca di centotredicesimo compleanno, festeggiato con divise per soci e simpatizzanti, in nome della sicurezza, spiccatamente arancio fosforescente a discapito del più tradizionale granata, segna la conferma di partenza da Serravalle. A seguire, Cassano Spinola, Villavernia, Novi Ligure, Pasturana, Gavi, Carrosio, Voltaggio, Castagnola, Ronco, Isola, Vobbia, Crocefieschi, Nenno, Casella, Crocetta d’Orero, Pedemonte, Morigallo, Pontedecimo, Campomorone, Bocchetta, Voltaggio, Fraconalto, Busalla, Giovi, Mignanego, Pontedecimo e arrivo a Genova.

Poi, dal 20 settembre, sotto con l’edizione 2021 – il 24 giugno - senza tentennamenti, consapevoli che fantasia e passione possono superare budget non fiamminghi. Ma, senza soldi non tutto è possibile. Dopo le promesse elettorali, anche la politica è chiamata alle risposte.

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