cronaca

L'uomo ha confessato che aveva bisogno di soldi
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 Ha vissuto sei mesi con l'anziana madre morta, seduta sul divano, davanti alla televisione, col corpo ormai mummificato. La donna 96enne era stata trovata giovedì nell'abitazione di Albisola Superiore (Savona) e l'uomo, Franco Sirello, 63 anni, venerdì ha confessato giustificando la mancata denuncia di morte della madre col bisogno di continuare a riscuoterne la pensione.


Con l'uomo e l'anziana vive anche un figlio 26enne con problemi psichici e entrambi sono ora ricoverati nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Paolo di Savona, dove sono seguiti anche dagli assistenti sociali. "E' morta mentre le stavo dando da mangiare un po' di gelato, era il giorno in cui è crollato il ponte a Genova e ho deciso di lasciarla lì", ha ammesso Franco Sirello, 63 anni, secondo quanto riferito da alcuni quotidiani. "Avevo bisogno di qualche spicciolo - ha detto al sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Battista Ferro -. Prendevo la sua pensione".


L'uomo è indagato per occultamento di cadavere della madre Alba Peirano e truffa ai danni dello Stato. Questa mattina era in agenda l'autopsia del legale Marco Canepa, anche se già da un primo sopralluogo nell'abitazione non sembrano esserci dubbi sul fatto che si sia trattata di una morte per cause naturali. Il corpo della donna è stato ritrovato nel tinello al piano terra della villetta di via Siri ad Albisola, seduta sul divano davanti alla televisione, ancora perfettamente vestita e con le pantofole in lana ai piedi.

La mummificazione del corpo sembra legata alle particolari condizioni ambientali della stanza, ventilata e asciutta. Sirello in passato aveva gestito coi genitori un negozio di pelletteria a Vado Ligure, e conduceva uno stile di vita modesto senza uscire quasi mai di casa se non per fare la spesa e comprare le medicine. Rimasto vedovo dopo la nascita del figlio, ha sempre vissuto col figlio e la madre. La scoperta giovedì era scattata dopo che il medico curante dell'anziana, non vedendo la donna da tempo e insospettito dai continui rifiuti dell'uomo di farla vedere, si era rivolto alla polizia municipale. Con il pubblico ministero Sirello, l'uomo si sarebbe mostrato anche pentito spiegando che per non essere scoperto aveva evitato volontariamente i controlli domiciliari degli assistenti sociali presentandosi sempre di persona nei loro uffici.