cronaca

La prova sul modello in scala
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 Si sono concluse stamani nella sede della ex stazione idrometrica sperimentale di Santhià, le ultime prove tecniche sul modello in scala dello scolmatore del Bisagno che sono state valutate positivamente. 300 metri di torrente ricostruiti nelle vasche della stazione idrometrica, investiti da una massa d'acqua per simulare la piena, una prova diretta sul modello fisico organizzata dalla azienda torinese Hydrodata specializzata in ingegneria idraulica appartenente al gruppo Rocksoil, responsabile della progettazione dello scolmatore.


La simulazione ha dato esito positivo che dovrà essere formalizzato dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici nella seduta del 27 luglio e che ha consentito di analizzare le risposte del modello che riproduce l'opera di presa d'acqua e i primi 250 metri della galleria. Questo tassello consentirà di proseguire l'iter con l'approvazione del progetto esecutivo e l'avvio della gara per i lavori dello scolmatore del Bisagno.

Lo scolmatore del Bisagno sarà in grado di garantire la protezione della città di Genova dalle alluvioni attraverso lo scarico, direttamente in mare, di parte delle acque di piena, limitando il deflusso nel tratto cittadino alla sola portata compatibile con la sezione del torrente, recentemente adeguata. La portata della galleria dello scolmatore sarà di 450 m3 al secondo, lunga 6,5 km e con una sezione circolare di diametro di 9.80 metri che parte all'altezza della Sciorba e sbocca a mare vicino la spiaggia di S. Giuliano.


A fare da testimone all'ultima prova tecnica l'assessore Giacomo Giampedrone con i tecnici regionali e alcuni componenti del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che, entro luglio, esprimeranno il loro parere. Dopo questa fase si passerà quindi alla Via da parte di Regione Liguria, per poi arrivare entro fine anno al bando di gara per l'affidamento dei lavori. "Questo intervento - ha detto Giampedrone - rappresenta un tassello importante dell'ampia azione di messa in sicurezza idrogeologica che consentirà, entro cinque o sei anni, di arrivare a quel livello di sicurezza che le è stato negato da molti decenni di inerzia".