SALUTE E MEDICINA

Nel mirino dei lavoratori il bando per la realizzazione dell'ospedale del ponente a Genova

Sanità in Liguria, la Cgil protesta e mostra il cappio in Consiglio regionale

luned́ 02 dicembre 2019



GENOVA -  Tribune affollate per il consiglio regionale monotematico dedicato alla sanità in Liguria, chiesto a gran voce dalle opposizioni. Oltre un centinaio di lavoratori si è assiepato davanti alle porte dell'assemblea legislativa. Striscioni e fischietti, non tutti sono stati fatti entrare dal presidente del consiglio, Alessandro Piana, scatenando le ire della minoranza.

"Siamo qui oggi perché vogliamo ascoltare e vogliamo capire- afferma Federico Vesigna, segretario generale Cgil Liguria- la sanità in Liguria è fatta di disagi nelle corsie e di code ai pronto soccorso, nonostante la professionalità del personale pubblico che lavora in strutture sempre più fatiscenti. Le liste d'attesa si allungano e cresce il numero di quelli che vanno a farsi curare fuori regione: la mobilità fuori regione in un solo anno è quasi raddoppiata, passando da 34 a 54 milioni di euro. Ogni giorno i cittadini incontrano una sanità molto diversa da quella che racconta la giunta regionale". Molti i temi sul tavolo, per una seduta che durerà fino alle 18. Il lavoratori lamentano la mancata convocazione da parte della vicepresidente e assessore alla Sanità, Sonia Viale, di un tavolo di confronto per discutere quello che non va.

"Il Piano sanitario regionale sarebbe anche ben fatto- aggiunge il leader della Cgil ligure- ma in questi tre anni non è stato fatto niente di quello che c'è scritto. L'unica cosa che è stata fatta è Alisa, la sesta Asl che si somma alle altre cinque che restano. Si aumentano i costi di gestione, si decide tutto a livello regionale senza nessun confronto e senza nessun controllo e, intanto, i distretti vengono svuotati e i servizi territoriali depotenziati". E anche quella che per Vesigna è la ricetta della giunta, ovvero la privatizzazione, è ferma "perché la Regione non fa il suo mestiere. Non c'e' programmazione e, se arrivano i privati senza controllo pubblico, il pericolo e' che cresca anche la domanda e la spesa vada fuori controllo".

Nel mirino dei lavoratori finisce soprattutto il bando andato deserto per la realizzazione dell'ospedale del ponente a Genova, sulla collina di Erzelli. "Dove si andrà a finire è molto chiaro- attacca Vesigna- siccome in sanità le privatizzazioni si fanno con i soldi pubblici, il rischio è che per fare gli Erzelli non ci siano più i soldi per fare tutto il resto a partire dalle case della salute". Le rivendicazioni si concentrano poi sullo spezzino con lo "scandalo del Felettino, tre anni persi dietro una variante per ricominciare tutto da capo" e il caos delle operatrici sociosanitarie che rischiano di perdere il posto di lavoro dopo la decisione di internalizzare il servizio. "Che le cose siano messe molto peggio di quello che ci racconta la Regione ce lo dice la Corte dei Conti- ricorda, infine, Vesigna- che scrive che la sanità ligure spende troppo per garantire una qualità medio bassa. Chiediamo alla Regione di cambiare prima che sia troppo tardi. Bisogna cambiare prima che finiscano i soldi. Bisogna cambiare prima che la sanità pubblica venga definitivamente sfasciata". Gli fa eco il capogruppo del Pd, Giovanni Lunardon, in qualità di portavoce dei proponenti del consiglio straordinario: "Siamo di fronte a un grande fallimento collettivo della sanità ligure. Avete deciso di colpire al cuore la sanità pubblica, con un taglio di 1.700 operatori in dieci anni, di cui due terzi negli ultimi quattro anni".

"Spiace per lo stillicidio di polemiche pretestuose delle opposizioni regionali che, invece di collaborare e spronare i ministeri che guidano a Roma, non mancano occasione per alimentare assurdi dibattiti. Questa non e' politica, e' rancore verso una regione che non li vuole piu'. E visto il loro comportamento, inconcludente e ipocrita, si capisce perche'". Cosi' il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, risponde sui social agli attacchi delle opposizioni arrivati durante la seduta monotematica di consiglio regionale dedicato alla sanita'. Il governatore non partecipa ai lavori perche' impegnato nel pomeriggio a Roma per "una riunione a Palazzo Chigi con il governo sull'emergenza Liguria, i danni da riparare e gli investimenti per migliorare le nostre infrastrutture. Sono certo- scrive Toti- che saranno riconosciute le nostre esigenze, come l'anno scorso per la grande mareggiata". E ha poi aggiunto sui social: "Riconosciamo a Cisl e Uil di non essersi prestati a strumentalizzazioni politiche e assicuriamo che il confronto su tutti i temi continuerà costruttivamente nei tavoli già convocati e da convocare".

“Cgil non pensa ai lavoratori, ma fa solo la stampella del Pd per le prossime elezioni regionali. La sinistra sulla sanità ha dimostrato, ancora una volta, di avere perso credibilità”. Lo ha dichiarato stamane il vice capogruppo regionale Paolo Ardenti (Lega). “Oggi - ha aggiunto Ardenti - il consiglio straordinario monotematico, convocato dall’opposizione, è stato un flop perché in pochi hanno risposto alla ‘chiamata alle armi’ dei compagni e in aula abbiamo assistito ad alcuni interventi ‘telecomandati’ da parte dei rappresentanti della Cgil. Mentre moltissimi lavoratori della sanità ligure avrebbero invece bisogno di interventi concreti da parte del Governo.



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