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L'attaccante guadagna 3 milioni netti e il riscatto è fissato a 10: si deve trattare
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 La Sampdoria si prepara alla serata d'onore a San Siro, contro l'Inter appena laureata campione d'Italia, con un occhio all'appuntamento di prestigio e un altro al futuro. I giorni che passano rafforzano la tesi della conferma in blocco dell'area tecnica (Ranieri in panchina, Osti e Pecini in società), mentre gli sì lavora alla costruzione della squadra del prossimo anno. Ai rientri per fine prestito di Murru, Bonazzoli e Depaoli potrebbe aggiungersi, in caso di retrocessione del Benevento, quello di Caprari.

Il nodo principale riguarda Keita: riscatto a 10 milioni e soprattutto due anni ancora di stipendio a 3 milioni. Nella stagione in corso, l'ingaggio del giocatore è stato pagato dal Monaco, ma il prossimo anno le cose dovrebbero cambiare. Perciò l'eventuale permanenza al Doria di Keita non può non passare da una rinegoziazione dei termini dell'accordo: o un rinnovo del prestito o un cambio delle condizioni economiche. I più che buoni rapporti tra la Sampdoria e Federico Pastorello, procuratore del calciatore che la scorsa estate aveva portato alla corte di Ranieri anche Candreva e Silva, potrebbero facilitare un'operazione altrimenti impossibile.