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Indietro tutta: Fiorentino e Romei restano, ma perdono le cariche di vicepresidente. Incarico a tempo fino al 30 aprile
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 Indietro tutta. L'assemblea degli azionisti della Sampdoria, ovvero Vanessa e Giorgio Ferrero (figlia e nipote di Massimo) più un pulviscolo irrilevante di piccolissimi cedolisti, riconferma in blocco il CdA uscente, decaduto il 16 febbraio per le dimissioni del vicepresidente vicario Paolo Fiorentino. Due le novità. La prima è l'azzeramento delle cariche speciali, con lo stesso Fiorentino e l'ex vicepresidente Romei “degradati” al rango di semplici consiglieri, al pari degli altri riconfermati Giovanni Invernizzi, Adolfo Praga, Paolo Repetto e Gianluca Tognozzi, tutti un gradino sotto a Massimo Ferrero confermato nella carica di presidente che ricopre dal 12 giugno 2014. La seconda è la natura temporanea della riconferma, limitata infatti al prossimo 30 aprile, data entro la quale il CdA sarà tenuto ad approvare il bilancio d'esercizio al 31 dicembre 2019. Dopo quella scadenza, tutto potrebbe nuovamente cambiare.


La decisione è stata presa in videoconferenza, tra Roma e Genova, proprio mentre sotto la sede di Corte Lambruschini i tifosi appendevano uno striscione nero con la scritta a caratteri maiuscoli gialli «VIA FERRERO DALLA SAMPDORIA». Venerdì scorso, data della prima convocazione dell'assemblea che si sarebbe dovuta tenere a Roma nello studio di Romei, una ventina di Ultras Tito Cucchiaroni erano scesi nella Capitale, presentandosi pacificamente e a volto scoperto davanti al portone del palazzo sede della riunione all'ora convenuta. A quel punto, qualcosa aveva indotto Ferrero a rinviare la seduta dalla prima alla seconda convocazione.

Che cosa è avvenuto dalle dimissioni di Fiorentino, che non sembravano un gesto casuale, abbinate per giunta ai reclamizzati dissapori tra il Viperetta e Romei, al ritorno in sella dell'intero consiglio decaduto? Tra le interpretazioni che circolano in ambienti qualificati, l'ipotesi che Ferrero avesse inteso velleitariamente dare una prova di forza facendo dimettere Fiorentino e così decadere Romei, per dimostrare di avere il comando esclusivo della situazione; ma che sia stato costretto dalle circostanze – la posizione di classifica tuttora pericolosa, la consolidata ostilità dell'ala più calda della tifoseria, qualche eventuale ripensamento forse legato all'agenda personale – a fare marcia indietro.

Di sicuro, la riconferma del CdA decaduto imporrebbe chiarimenti diversi dalla motivazione ufficiale, che rimanda al «particolare momento venutosi a creare nel nostro Paese», ai protagonisti dell'ennesima vicenda poco lineare nella storia recente della Sampdoria: in particolare a Fiorentino, che si era dimesso il 16 febbraio, provocando la decadenza dell'intero CdA in base a una modifica statutaria approvata dallo stesso organo a fine dicembre. Che cosa lo avesse indotto prima a dimettersi e poi ad accettare una riconferma a ruolo ridimensionato, è questione che sembra esulare dall'emergenza sanitaria. Semmai conferma lo scenario di una Sampdoria che naviga a vista, da un'improvvisazione all'altra, verso dove non si sa, ma decisa soltanto a navigare finché c'è mare.