cronaca

"È una de-forma, tradita la Costituzione"
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“Oltre a un’ambizione smodata al comando assoluto del nostro premier, l’altro grave pericolo è compiacere servilmente questa Europa di finanzieri e tecnocrati che vedono nel rafforzamento degli esecutivi la possibilità di imporre un’agenda economica e sociale frutto del pensiero unico neoliberista. Meglio concentrare il potere in poche fidate mani eterodirette da Bruxelles o Berlino, piuttosto che parlamenti che discutano e decidano liberamente”.

Con queste parole Stefano Quaranta ha concluso la relazione di minoranza spiegando perché Sinistra Italiana voterà contro il disegno di legge costituzionale, fortemente voluto dal Governo, che tra oggi e domani giungerà al voto finale, per poi lasciare la parola ai cittadini.

“Si tratta di una de-forma della Costituzione, dobbiamo chiamare le cose con il loro nome – spiega in aula il deputato di Sinistra Italiana – solo nell’Ungheria di Orban il governo pretende di modificare la Costituzione, cosa che qui accade con numeri parlamentari tanto risicati quanto frutto di un premio di maggioranza valutato incostituzionale dalla Corte costituzionale”.

Quaranta poi spiega come la riforma non semplifichi affatto, contrariamente a quanto annuncia il Governo. “Si chiama presidenzialismo alla fiorentina – attacca Quaranta – in quanto concentra tutti i poteri nelle mani del Premier. L’aspetto più inquietante della riforma è proprio la mutazione della forma di governo conseguente alla legge elettorale: con l’Italicum si avrà l’elezione diretta del premier, che nominerà a suo piacimento anche gran parte dei deputati e con la riforma della Costituzione scipperà il Parlamento del potere di legiferare ed accentrerà su di sé gran parte dei poteri oggi in capo alle regioni”.

“Si tratta di un vero e proprio tradimento della Carta costituzionale, si allontanano i cittadini dalle istituzioni e si consegna tutto il potere ad una persona sola. E’ necessaria un’operazione di verità – conclude Quaranta – ed opporsi a questo penoso maquillage costituzionale nel Parlamento e nel Paese”.