SALUTE E MEDICINA

Sulla rivista trimestrale di psichiatria "Il vaso di Pandora"

Residenze per anziani, lo psichiatra: "Costretti navigare a vista contro il coronavirus"

sabato 18 aprile 2020



GENOVA - "Le strutture di ricovero a lungo termine, ovvero le Rsa per anziani ma anche le Rsa per pazienti psichiatrici, sono caratterizzate dall'estrema vicinanza umana e dalla forte permeabilita' verso l'esterno. Questi due elementi hanno ovviamente contribuito al crearsi di focolai di contagio, difficilmente contrastabili con misure di isolamento peraltro messe immediatamente in essere e uso di dispositivi di protezione personale (Dpi) poco disponibili se non impossibili da trovare nella prima fase". Lo scrive sulla rivista trimestrale di psichiatria "Il vaso di Pandora", il dottor Giovanni Giusto, in merito ai casi di positivita' e decessi che hanno interessato le residenze per anziani e quelle psichiatriche.

In Liguria, ad esempio, ha suscitato particolare clamore la struttura Skipper di Masone, dove si sono registrati 3 decessi e 30 positivi, più 12 operatori sanitari infetti che, però, non hanno fatto ricorso a cure ospedaliere manifestando sintomi lievi. Uno tsunami che ha travolto strutture non adeguatamente attrezzate a fronteggiare un'epidemia come quella di covid-19. Spiega Giusto: "Si aggiunga (alla mancanza di Dpi in una prima fase, ndr) la impossibilità, per mancanza di strumenti adatti, di fare diagnosi precoce e la scarsa conoscenza della patogenesi della malattia, compresa incubazione e manifestazioni cliniche con relativa contagiosita' che ha impedito di iniziare per tempo un protocollo terapeutico sensato".

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Lo psichiatra, che è anche direttore scientifico di alcune residenze, sottolinea che "in questa tempesta abbiamo navigato a vista, tentando di tenere stretta e ben indirizzata la barra e di turare le falle che via via si presentavano". Giusto sottolinea anche la grande confusione nell'analizzare dati e curve epidemiologiche: "Chi si sofferma ad ascoltare la litania dei numeri e la descrizione da parte delle istituzioni sanitarie dell'andamento dell'epidemia non puo' che rimanere impressionato dall'approssimazione e farraginosit' delle argomentazioni a volte contraddittorie quanto ci si mette a sviluppare la malattia dopo il contagio (sette, quattordici, venti giorni...) quanto ci si mette a guarire, quanto funziona l'immunita' acquisita ecc", scrive Giusto sulla rivista.

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"Il mare è ancora burrascoso, ma la forza del vento e le onde si attenuano; ci pare di scorgere un ridosso e ci stiamo dirigendo verso esso. Ci vorrà ancora parecchio tempo, ma dovremmo riuscire a mettere la barca in sicurezza". Infine, una consapevolezza che trapela dal mondo delle Rsa, ma che coinvolge in realtà tutta la società, secondo lo psichiatra: "Certamente dobbiamo imparare a rispettare il virus e ad attrezzarci per prevedere ed anticipare il maltempo che ancora puo' generare".

Giusto fondò nel 1990, dopo la chiusura dei manicomi con la Legge Basaglia, la Redancia, un progetto di accoglienza del paziente psichiatrico grave, rivolto all'ascolto e al rispetto della diversità della persona che viene messa al centro del percorso terapeutico. Oggi è il responsabile scientifico di venticinque strutture che contano circa seicento pazienti e che utilizzano il "modello Redancia".

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