POLITICA

Strappo causato dalla trattativa tra M5s e Partito Democratico

Regionali, Salvatore: "Crimi 'autoreggente' del M5s, intervento di Beppe Grillo era auspicabile"

di Giuseppe Sciortino

martedý 10 marzo 2020

La capogruppo M5S in Consiglio regionale, Alice Salvatore, dopo la vittoria sulla piattaforma Rousseau della linea a favore di un'alleanza M5S-Pd alle elezioni regionali in Liguria, ha rifiutato il posto in lista: dal rapporto con Vito Crimi al ruolo di Beppe Grillo fino alla conta di chi in liguria ha preso le distanze dal 'Movimento pro allenza col Pd' nell'intervista a Giuseppe Sciortino.


GENOVA - La capogruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio regionale della Liguria, Alice Salvatore, prende le distanze dal 'suo' movimento. E lo fa in aperta contrapposizione al capo politico reggente dei pentastellati Vito Crimi, che l'ha accusata di non voler rispettare il voto sulla piattaforma Rousseau a favore di una trattativa M5S-Pd alle elezioni regionali in Liguria. Poche ore prima con un posti sul suo profilo Facebook, Salvatore aveva annunciato la sua intenzione di non candidarsi alle prossime elezioni regionali in virtù di un "tradimento" delle idee di Gianroberto Casaleggio. Una incrinatura pentastellata in Liguria che ha fatto rumore a livello nazionale.

In un periodo in cui il Coronavirus impone la distanza tra persone, anche Alice Salvatore ha deciso di prendere le distanze dal Movimento 5 Stelle che ha contribuito a far crescere in Liguria…

“Da una decisione che va in controtendenza rispetto a quelle che sono le nostre idee, i nostri principi, e specialmente da quelle che sono state le condizioni a cui personalmente mi sono candidata a gennaio alle Regionali col Movimento 5 Stelle e sono stata votata e scelta come candidato presidente. Le condizioni erano che non fosse possibile, col M5s, parlare e fare alleanze con partiti. Tuttalpiù vagliare e sondare alleanze con liste civiche. Queste regole sono state cambiate in corsa e quindi io non posso più candidarmi col M5s”

Dalle sue parole traspare come se ci fosse un prima e un dopo nel M5s, lei ripete spesso di rimanere legata alle idee di Gianroberto Casaleggio. Come se la sua scomparsa avesse inciso sul cambiamento interno al movimento…

“Sicuramente a noi manca moltissimo la figura di Gianroberto che ha tracciato la via di questa ‘rivoluzione gentile’ che è un elemento straordinario e destabilizzante rispetto al panorama politico nel mondo. Però devo dire che c’è anche un prima molto più recente e mi riferisco al 28 ottobre 2019 quando è stato esplicitato e specificato sul Blog delle Stelle che, il M5s dopo quello strano esperimento dell’Umbria, non avrebbe mai più fatto alleanze coi partiti e sarebbe rimasto un terzo polo”.

Nel frattempo è cambiato il capo politico con l’arrivo del reggente Vito Crimi…

“Effettivamente il reggente avrebbe in realtà il ruolo di traghettare il M5s verso le nuove votazioni per scegliere il nuovo capo politico. Dovrebbe svolgere la cosiddetta ordinaria amministrazione. Ma c’è di più. Nello statuto c’è scritto che le votazioni per il nuovo capo politico debbano essere fatte entro 30 giorni e noi siamo ormai a oltre 50 giorni”.

Quante sono le persone che hanno seguito il suo esempio rifiutando di essere inserite nella lista per le prossime elezioni regionali…

“Al momento, cinque candidati alle regionali tra quelli scelti attraverso Rousseau hanno fatto un passo indietro. Anche il mio collega in consiglio regionale Marco De Ferrari, che dopo di me è stato il più votato tra coloro che aspiravano alla candidatura alle elezioni”.

Non è quindi una questione di poltrone, come qualcuno ha insinuato…

“Anzi, con questo gesto direi che abbiamo messo a tacere qualsiasi voce in quella direzione perché qui si tratta appunto di tenere fede alla propria coerenza, al proprio senso morale, a quelli che sono i propri valori. Francamente, sedere al tavolo con Burlando, Paita, Orlando, con coloro che hanno cementificato la Liguria, coloro che hanno privatizzato la sanità tanto quanto Toti, senza alcuna differenza da questo punto di vista, per noi è inaccettabile”.

Qual è stato il punto che le ha fatto prendere questa decisione una volta per tutte, il punto di non ritorno…

“Ho deciso nel momento in cui” l’alleanza Pd-M5s in Liguria “è diventata una possibilità concreta, e adesso c’è, svolgendo le trattative con una apertura di dialogo verso il Partito Democratico che per il Movimento 5 Stelle è parte del cosiddetto ‘partito unico’ insieme a tutti gli altri partiti. Uno dei motivi per cui nacque il M5s e diede uno spazio ai cittadini indignati dalla cattiva politica è stato proprio il fatto che in campagna elettorale vengono fatte promesse, da parte degli esponenti dei partiti, che poi una volta eletti e vinte le elezioni vengono puntualmente dimenticate. Questo è il valore che attribuisco a promesse e parole da parte del Pd, non le ritengo assolutamente affidabili”.

La deputata spezzina Raffaella Paita di Italia Viva proprio a Primocanale ha detto che non si fida della parola dei pentastellati e chiede invece fatti concreti…

“Di Raffaella Paita mi hanno colpito molto negativamente quelle dichiarazioni strumentali, che definisco abbiette, a seguito della tragedia di Ponte Morandi. Volle addossare al Movimento 5 Stelle le responsabilità della caduta di Ponte Morandi dicendo che se ci fosse stata la Gronda non sarebbe mai successo. Una follia totale perché il Ponte Morandi doveva essere all’interno del progetto stesso della gronda. Doveva quindi sopravvivere il viadotto Morandi, con o senza Gronda. E quindi un atteggiamento strumentale assolutamente abbietto. E’ uno dei motivi per cui mai e poi mai mi siederò al tavolo con questi soggetti”.

Stiamo parlando di un gruppo in uscita dal Movimento 5 Stelle o di un gruppo che si mette all’opposizione ma all’interno…

“Esistono appunto dei limiti imposti dalla propria moralità e dalla propria coerenza oltre i quali è giusto non andare. Io sono ancora nel Movimento 5 Stelle, sono capogruppo in consiglio regionale, combatto e faccio le battaglie per il M5s. Mi propongo di esercitare un controllo affinché non ci sia un completo asservimento al Partito Democratico in questo procedimento che si sta avviando”.

Quindi resta nel movimento…

“Certamente, al momento resto nel M5s".

Ha sentito Beppe Grillo ultimamente?

“C’è una mancanza profonda da parte di Grillo che mi dispiace moltissimo perché, al di là dei rapporti umani personali, Beppe è a oggi il garante del Movimento 5 Stelle. Nel nostro statuto c’è il suo nome. Un suo intervento era auspicabile e avrei voluto che si pronunciasse”.

Come interpreta questo silenzio…

“Credo che sia legato più che altro a questioni di carattere personale, di vita, di uno dei nostri fondatori. Grillo già da qualche anno ha comunque manifestato una maggiore distanza dalle attività più intense del M5s”.

Si sente delusa da Davide Casaleggio?

“In realtà è rimasto perplesso tanto quanto me, per quanto riguarda questi avvenimenti. Lui è una persona molto corretta e ha un ruolo che è sempre stato travisato ed equivocato. Lui è il custode per l’attivazione della piattaforma Rousseau. Un ruolo molto diverso da quello del padre che effettivamente era anche un decisore politico. Davide invece fa funzionare Rousseau e gli vengono attribuite tante responsabilità che in realtà non ha, mentre chi decide cosa viene votato su Rousseau e come viene scritto il quesito è il capo politico. In questo caso il reggente… che però io definisco con una battuta ‘l’autoreggente’ Vito Crimi perché resta lì ma non si sa in virtù di cosa”.

Qual è la cosa di cui va più orgogliosa in questi anni per lei di M5s…

“Una delle battaglie di cui sono più fiera, anche a dimostrazione che dall’opposizione quando si lavora seriamente e con abnegazione si possono ottenere risultati, è l’istituzione della commissione d’inchiesta antimafia in Regione Liguria a partire dalla prossima legislatura. Uno strumento importantissimo che incredibilmente mancava ancora alla nostra regione contando proprio sul fatto che c’è una presenza pervasiva della ‘ndrangheta e di altri tipi di mafie che impediscono di lavorare in maniera onesta e regolare a tantissime imprese sul nostro territorio che invece sono lasciate sole da parte di tanti amministratori pubblici ad alto livello. Anche i sindaci vengono lasciati soli. Parlo del presidente della Regione che non si è occupato di un tema cosi pervasivo mentre io credo che prestando la giusta attenzione, lavorando in collaborazione con le forze dell’ordine e la magistratura, si possano ottenere grandi risultati per far sì che le cose funzionino. Quando le cose non funzionano, vuol dire che c’è qualcuno che non vuole farle funzionare”.

Il Movimento 5 Stelle spingerà per un rinvio delle elezioni regionali, lei è d’accordo?

“C’è un problema importante che è l’emergenza coronavirus. Il divieto di assembramenti e quindi di comizi politici non permetterebbe di raccogliere firme ad alcune liste. Quindi sono d’accordo col rinvio, bisogna garantire il diritto di una campagna elettorale visto che anche per il referendum è stata presa questa decisione”.

E’ pronta quindi per seguire Di Maio in qualche nuova esperienza?

“Luigi Di Maio è un ministro del Movimento 5 Stelle e credo che il movimento sia sempre un punto di riferimento..."



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