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Il senatore genovese anticipa il passaggio di Renata Polverini a 'Cambiamo'
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Manca solo qualche formalità burocratica, Sandro Biasotti non fa marcia indietro. Il senatore e coordinatore ligure di Forza Italia (ancora per poco) ha deciso di lasciare il partito. Una scelta di campo a sostegno del centrodestra in Liguria che vede in Giovanni Toti il candidato naturale per le prossime elezioni regionali previste in primavera. Biasotti non condivide la linea di Silvio Berlusconi contro l’attuale governatore ligure al quale non perdona lo strappo violento per fondare ‘Cambiamo!’. Biasotti quindi non torna indietro e dopo circa 15 anni lascia il Cav e Forza Italia.

Con i numeri che ha questo governo al Senato diventa interessante la scelta del gruppo che farà Biasotti lasciando Forza Italia…

“Al Senato i numeri sono molto risicati quindi c’è molto interesse su quello che fa ogni singolo senatore. Chiaramente ho avuto contatti, corteggiamenti, discorsi. Contrariamente a quello che appare in televisione parliamo tutti con tutti. Da L’Altra Italia a Cambiamo, il movimento di Toti, ho ricevuto diverse offerte. Anche dallo stesso Renzi che cerca di entrare nel novero dei partiti moderati, centristi o che strizzano l’occhio a destra. Noi abbiamo una parlamentare molto brava e intelligente, Renata Polverini, di cui si parla perché passerà con Toti. E con lei altri. Non manca l’offerta, quello che mi interessa è di aver mantenuto la dignità e di non aver mai cambiato bandiera. Sono sempre rimasto nel centrodestra, mai iscritto a nessun partito fino al 2008 quando ho fondato, insieme ad altri partiti, il PdL. Poi da lì sono passato in Forza Italia quando si è conclusa l’avventura. Quindi, lasciarla per me è un grande dolore, veramente”.

Biasotti ha un rapporto profondo con Berlusconi, uno dei pochissimi a cui il Cav ha concesso di tenere la barba trs la cerchia più ristretta dei collaboratori. Cosa si è rotto?

“Avrò sempre grande stima e riconoscenza per Berlusconi, e so che lui ha altrettanta stima nei miei confronti. Anche il fatto che io gli dica e gli scriva cose che purtroppo non gli dice chi è intorno a lui credo che sia motivo di stima da parte sua. Si è rotto il fatto che lui ha subito molto il problema Toti. Con lui ho avuto diverse discussioni su questo tema. Alla vigilia dell’appuntamento al Teatro Brancaccio gli scrissi una lettera, anticipata proprio da Primocanale, in cui gli chiedevo di riaccogliere Toti, di fare un passo di lato. Lui mi ha chiamato, sono andato a trovarlo e mi ha sottolineato tutta la sua sofferenza nel permettere a Toti di rientrare. Gli ho fatto presente che aveva perdonato in passato Fitto e altri, forse un’altra chance l’avrebbe meritata anche Giovanni. Però questa cosa l’ha sofferta e da quando ha fatto il partito nazionale lo vede come un avversario. Secondo me è una risorsa, invece mi ha chiesto di contestarlo e attaccarlo”.

Cos’è che sta sbagliando Toti, secondo Biasotti?

“Pur essendo nel giusto per le motivazioni, secondo me Toti ha sbagliato a fare troppe interviste sui giornali contro il suo partito, Forza Italia. Secondo me ha esagerato e mi permetto di dirglielo essendo un suo amico. Lui ha sofferto perché ha un rapporto diverso con Berlusconi, gli dà del lei. Non dico che sia un rapporto da padre a figlio, ma comunque da datore di lavoro a ex dipendente e collaboratore. Poi a Berlusconi ho detto, ‘io non posso attaccare Toti, l’hai inventato tu’. E’ stato lui a piazzarlo per fare le Europee nonostante avesse un problema enorme, non lo conosceva nessuno. ‘Presidente se c’è qualcuno che devi colpevolizzare, quel qualcuno sei tu stesso’, gli ho detto”.

Toti, se andiamo a fondo, non attacca quasi mai il Cavaliere ma se la prende col suo entourage...

“Io invece me la prendo con Berlusconi perché un uomo come lui non può farsi condizionare da Giorgio Mulè, né da altri. E lo condizionano quelli che gli sono vicini: Anna Maria Bernini, Mariastella Gelmini, Licia Ronzulli, Antonio Tajani e Sestino Giacomoni. Poi c’è un po’ Mulè, un po’ quello, un po’ quell’altro, però diciamo che i cinque sono quelli. Il problema è che non vanno neanche d’accordo fra di loro. E lui non si deve far condizionare perché è un uomo che ha vedute e capacità eccezionali. Invece, lasciandosi condizionare fa degli sbagli. L’ultimo è forse quello della piazza di San Giovanni”.

Il fatto che Mulè parli da commissario di Forza Italia in Liguria, senza avvisare lei che è di fatto il coordinatore regionale, le ha fatto saltare il tappo...

“Come ho detto, mi ha innervosito il fatto che Berlusconi volesse che io attaccassi Toti nelle repliche che lui fa a Forza Italia. Cosa che io non ho voluto fare. Allora nelle dichiarazioni contro Toti mi ha sostituito Mulè, ma così è come essere Tafazzi. Noi colpiamo Toti, perché? Rischiamo di fargli perdere la Regione? E' assurdo, una roba che io non concepisco”.

Gli ultimi sondaggi in Liguria danno i due schieramenti di centrodestra e centrosinistra praticamente alla pari. Il braccio di ferro di Forza Italia può essere pericoloso?

“Forza Italia ha già avuto un incidente simile già con me, quando mi sono candidato contro Claudio Burlando nel 2005 e nel 2010. Uno dei motivi per cui non ho vinto sta nel fatto che il partito non mi ha appoggiato pienamente”.

Vuol dire che Berlusconi rischierebbe di perdere la Liguria pur di non fare vincere Toti?

“Non fanno questo ragionamento cosi fine. Fanno un ragionamento più semplice: Toti ha dichiarato ieri questo, attaccatelo. Oltretutto, rischiamo di perderla la Regione. Sondaggi a parte, se non siamo tutti compatti nel far vincere Toti rischiamo di avere un presidente del Movimento 5 Stelle o del Pd. Torniamo indietro di 20 anni per i motivi di un partito ormai in estinzione? Una roba che io non accetto, ho fatto fatica ad aiutare Toti e penso di aver dato una buona mano per farlo vincere. Avesse governato male, lo capirei. Invece ha governato bene. E dobbiamo colpirlo noi che ormai siamo un partito residuo? E mi metti Mulè, con tutto il rispetto della persona, che non sa nulla della Liguria…”

Pier Silvio Berlusconi abita a Portofino e incontra spesso amministratori locali di Forza Italia. Potrà avere un ruolo in Liguria, fino a ereditare il partito dal padre?

“Secondo me no perché è molto impegnato in Mediaset e sua sorella in Mondadori. Loro vengono in Liguria, magari parlano coi Bagnasco o pochi altri, Non li ho mai visti nelle riunioni che contano in Forza Italia. Non incide neanche Confalonieri. Lì c’è solo Berlusconi, che tante volte sbaglia perché è consigliato male”.

Quando si esce da un partito ultimamente si tende a farne uno proprio. Nessuno crede che Sandro Biasotti passerà il resto del tempo ai giardinetti coi nipoti….

“Il mio partito lo avevo già fatto ai tempi delle Regionali. Credo di essere una persona che sa dove può arrivare. Avevo fatto un partito a livello regionale che ha avuto un grande successo. Adesso do una mano, come un massaggiatore o un allenatore in seconda. Cerco di dare una mano a Toti, a Bucci, a chi me lo chiede. A livello nazionale credo di avere l’esperienza e la voglia di poter fare ancora qualcosa. Non in prima persona, non ho accettato e non accetto ruoli di primo piano come sindaco, presidente o governatore. Se troverò una casa per me stimolante nell’ambito del centrodestra, o del centro al massimo, per carità… Ma fare un partito, no. Ci vogliono troppi soldi, troppo impegno, troppe risorse per prendere il 5 per cento. Io ambisco ad avere qualcosa di più”.

Quanti soldi ha messo Biasotti in politica negli ultimi 20 anni?

“Tantissimi. E preferisco non quantificare per non spaventare me o la mia famiglia, ma ne ho messi veramente tanti. Ho fatto delle campagne elettorali molto dispendiose perché ci credo. Ho la stessa barca da 14 anni, me la tengo e la amo. Invece di comprare uno yacht nuovo ho speso un po’ di soldi in politica. Anche in Forza Italia”.

Di recente non ha avuto parole tenere nei confronti dei parlamentari liguri di Forza Italia...

“Ho detto che sono insignificanti e lo sono a livello nazionale. Quando una persona ti sta dietro, ti chiama cento volte al mese perché lo candidi, lo candidi, ti dice che non farà mai una firma contro di te e il giorno dopo la fa… se dico insignificanti è un complimento. In politica ho sempre cercato di dare di più e ho sempre ottenuto poca gratificazione. Quindi so come funziona. Le persone dal punto di vista personale le stimo, come politici sono insignificanti”.

Toti vincerà alle Regionali in Liguria se...

“Toti vincerà e basta, perché è bravo e i liguri l’hanno capito. Deve stare attento però a concentrarsi sulla Liguria. Gli consiglierei di lasciar perdere il partito nazionale per i prossimi sei o sette mesi. Si occupi della Liguria perché la sua vittoria è fondamentale per noi liguri”.