POLITICA

Nutrito l'elenco di attività che potrà vedere protagonisti i detenuti genovesi

Protocollo detenuti a Genova, se salta Autostrade paga il Ministero di Bonafede

martedì 02 luglio 2019

E' slittata la firma del progetto "Mi riscatto per Genova" per il reinserimento socio lavorativo di detenuti e il loro impiego in progetti di pubblica utilità. L'accordo quadro, che coinvolge Comune di Genova, Ministero della Giustizia, Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria della Liguria, Tribunale di Sorveglianza di Genova, Cassa delle Ammende e Autostrade per l'Italia, non è stato siglato oggi dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per "problemi amministrativi". Secondo quanto trapelato, a bloccare la firma sarebbe stato il Mit a causa della partecipazione di Autostrade per l'Italia al progetto


GENOVA - Se Autostrade per l'Italia dovesse essere estromessa dal protocollo per il reinserimento sociolavorativo di detenuti e il loro impiego in progetti di pubblica utilità a Genova, toccherà al ministero della Giustizia, attraverso la Cassa delle ammende, farsi carico della copertura economica dei percorsi di formazione professionale. E' quanto emerge dal testo dell'accordo che il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, non ha firmato nel capoluogo ligure per i dubbi sollevati dal ministero dei Trasporti.

Nell'articolato, che l'agenzia Dire ha potuto visionare è previsto che "i percorsi di formazione professionale eventualmente necessari per lo svolgimento di attività previste dai protocolli operativi saranno curati da Autostrade per l'Italia spa con il rilascio di un attestato finale utilizzabile anche alla conclusione della detenzione. In caso di accertata impossibilita' di attuazione o finanziamento dei percorsi di formazione da parte di Autostrade per l'Italia, i relativi costi saranno coperti usufruendo delle risorse della Cassa delle ammende".

Tra i punti critici che hanno portato all'improvviso dietrofront del governo, che si dice sia stato in prima persona l'autore della bozza per l'accordo quadro, la possibilità del "coinvolgimento delle persone detenute nelle attività di supporto alle esigenze derivanti dall'emergenza venutasi a manifestare a seguito del crollo del Ponte Morandi". 

Molto nutrito l'elenco di attività che potrà vedere protagonisti i detenuti genovesi nel loro percorso di reintegro nella società e nel modo del lavoro. Si va dalla manutenzione degli immobili in concessione governativa o del patrimonio comunale ad attivita' legate alla gestione delle risorse idriche, elettriche e termiche; dall'educazione alla raccolta differenziata e al riuso all'efficientamento energetico degli immobili; da lavori all'interno dell'istituto penitenziario ad attivita' formative culturali e artistiche.

Il ministero sta "affrontando il tema sotto tutti i punti di vista, sia migliorando le condizioni delle case circondariali sia attivando meccanismi per l'individuazione di altri istituti penitenziari come le caserme dismesse. Nessuno vuole fare una politica carcerocentrica ma se lo spazio non c'è e i detenuti vivono in condizioni disumane, si devono migliorare le condizioni di vita"m ha sottolineato Bonafede.

Dopo quelle del governatore Giovanni Toti, sono arrivate anche le critiche del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Giovanni Lunardon, a ribadire "l'ennesima brutta figura di un ministro di questo sgangherato governo. È la prima volta che un ministro viene a Genova non per sottoscrivere un'intesa, ma per rinviarne la firma. Di quel che e' successo il 14 agosto se ne occuperanno le aule dei tribunali che dovranno dare una risposta alla sete di giustizia che viene da Genova. Se il governo vuole revocare la concessione ad Autostrade e ne ha gli elementi lo faccia, cio' che non puo' succedere è che, con la scusa della concessione, non si portino avanti programmi importanti per la citta'"

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