CRONACA

Udienza in tribunale a Genova per il secondo incidente probatorio

Ponte Morandi, Ŕ il giorno della demolizione della prima casa di via Porro

lunedý 03 giugno 2019
Ponte Morandi, Ŕ il giorno della demolizione della prima casa di via Porro

GENOVA - Entreranno in azione tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio le operazioni di demolizione del primo palazzo di via Porro a Genova, nel lato a Est del cantiere di ponte Morandi. Una giornata simbolica che segna un ulteriore passo in avanti per quanto riguarda i lavori di demolizione del viadotto crollota lo scorso 14 agosto causando la morte di 43 persone. 

 

Il primo palazzo ad essere abbattuto sarà quello al civico 10, il primo di otto in via Porro. Si procederà in modo meccanico, senza l'esplosivo. le demolizioni andranno avanti per tutta la settimana, fanno sapere dalla Struttura commissariale. Per limitare la diffusione delle polveri saranno utilizzati nebulizzatori d'acqua. Le abitazioni nei giorni scorsi sono state svuotate di tutti i beni che gli sfollati non hanno potuto portare via (elettrodomestici e arredi) e sono state bonificate dalle parti in amianto. L'abbattimento dei palazzi è fondamentale per arrivare alla demolizione delle pile 10 e 11 con l'uso dell'esplosivo. La data segnata nel calendario ad oggi è quella di lunedì 24 giugno, giorno della festa di San Giovanni, così come confermato dal commissario alla ricostruzione Marco Bucci, salvo ovviamente possibile modifiche. 

Lo stesso Bucci ha comunque spiegato che tutti i dettagli dell'operazione verranno forniti nel corso di "un'assemblea pubblica che si svolgerà nella settimana del 17 giugno in modo che tutti sappiano cosa succederà. Sarò comunque il primo a entrare nella zona dopo l'esplosione che demolirà le pile, per dimostrare che va tutto bene".

 

Nel corso della mattina e per tutta giornata nella ex cava dei Camaldoli si svolge il secondo test, dopo quello della settimana scorsa, per valutare quali misure adottare per limitare gli effetti dell'esplosione Si studierà come un muro d'acqua può contenere le polveri causate dal cedimento delle pile con microcariche di dinamite La settimana scorsa si è tenuto il primo test. "Sulle polveri abbiamo fatto diversi studi anche insieme all'Università di Pisa - spiega il sindaco-commissario -. Abbiamo fatto le simulazioni e calcolato le distanze. Dopo dodici ore dall'esplosione tutti potranno tornare a casa". 

Infine, la giornata di oggi è centrale anche per quanto riguarda la fase delle indagini. Al palazzo di Giustizia di Genova si tiene anche l'udienza in cui il giudice per le indagini preliminari Angela Maria Nutini deciderà quali quesiti della Procura entreranno nel secondo incidente probatorio, quello che deve chiarire le cause e le responsabilità del crollo. Il primo incidente probabtorio è ancora in corso e serve per valutare lo stato di salute del viadotto prima del crollo.

Sono quaranta i quesiti che ripercorrono la vita del Morandi, dallo studio del progettista agli allarmi sul deterioramento dello stesso ingegnere dopo la costruzione dalle analisi di Autostrade ai controlli del Mit, dai suggerimenti per il monitoraggio lanciati dal Politecnico di Milano al progetto di retrofitting presentato da Aspi e che il 2 febbraio del 2018 il ministero sottopone al Comitato di esperti e che sarà approvato dalla Vigilanza del Mit il 6 giugno 2018 per essere cantierabile in autunno, attività vanificata dal crollo. All'udienza partecipano i legali dei 73 indagati, accusati di omicidio colposo e stradale, disastro e attentato alla sicurezza dei trasporti. Ammessi all'incidente probatorio parenti delle vittime, i feriti e chi ha subito danni psicologici.

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